Etiopia | L’opposizione si compatta

di Enrico Casale
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In vista delle elezioni previste per il 2020, è tempo di rivoluzioni nella politica etiope. Venerdì, nella capitale Addis Abeba, dieci partiti dell’opposizione hanno anche annunciato un piano per una convergenza che permetterà loro di lavorare insieme. Sebbene i dettagli di tale intesa non siano ancora chiari, i firmatari dovrebbero essere: Oromo Liberation Front (Olf) e Ogaden National Liberation Front (Onlf) – due gruppi ribelli che sono rientrati dall’esilio in Eritrea sfruttando le aperture politiche del premier Abiy Ahmed –, Afar Peoples Liberation Party (Aplp), Sidama Peoples Liberation Mov’t (Splm), Agew National Council (Anc), Kafa Green Party (Kgp), Benishangul Gumuz Peoples, Liberation Mov’t (Bplm), Kimant Democratic Party (Kdp), Gambella Peoples Liberation Mov’t (Gplm) e Mocha Democratic Party.

Questa intesa segue la nascita del Partito della Prosperità nel quale sono confluiti otto partiti guidati dal premier Abiy Ahmed. Il nuovo partito nazionale sostituisce il Fronte democratico rivoluzionario dei popoli etiopi sciolti (Eprdf). Lo scioglimento dell’Eprdf è stato contrastato da un membro chiave dello stesso: il Tigray Peoples Liberation Movement (Tplf), che ha rifiutato di unirsi a quella che ha definito «una  fusione illegale».

Si dice anche che non tutti gli alleati del premier Abiy siano d’accordo sulla nascita del nuovo partito. La prova di ciò è arrivata di recente dall’aperta opposizione del ministro della Difesa e braccio destro di Abiy, Lemma Megerssa.

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