eSwatini – Si vota, ma decide tutto il re

di Enrico Casale
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Nel regno di eSwatini, ex Swaziland, si sono tenute ieri, 21 settembre, elezioni politiche che numerosi osservatori definiscono «elezioni farsa». I cittadini sono stati chiamati alle urne per eleggere una parte dei membri del Parlamento. Ma il voto ha suscitato poco entusiasmo in questo piccolo regno, incuneato tra il Sudafrica e il Mozambico. In una delle ultime monarchie assolute del mondo, i giochi politici sono infatti totalmente assoggetto alla volontà di re Mswati III.

Dal 2005, nel regno di eSwatini, i partiti politici possono operare liberamente, ma non possono ancora partecipare alle elezioni. Pertanto, i candidati si presentano a titolo personale con un margine di manovra molto piccolo: la campagna elettorale è limitata a due settimane e i raduni sono proibiti.

Re Mswati III può inoltre sciogliere il Parlamento o dichiarare lo stato di emergenza ogni volta che lo ritenga opportuno. Se la popolazione può eleggere 59 deputati, altri dieci sono nominati dal monarca, che sceglie anche il primo ministro e il governo. Per quanto riguarda il Senato, dieci dei suoi membri sono eletti dai deputati e venti direttamente da Mswati III, che controlla anche la magistratura.

In questo contesto, alcune parti hanno chiesto il boicottaggio delle elezioni, mentre Amnesty International chiede al futuro governo di eSwatini di «porre fine alle violazioni dei diritti umani» nel Paese in cui la stampa è strettamente controllata e gli oppositori politiche perseguitate regolarmente.

I risultati delle elezioni sono attesi nelle prossime ore. Ma il vincitore si conosce già: Mswati III

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