Costa d’Avorio, condannato a cinque anni l’influencer e attivista Ibrahim Zigui

di Tommaso Meo
Screenshot di alcuni video dal profilo TiKTok di Zigui

Ibrahim Zigui, noto attivista e influencer ivoriano vicino alle posizioni dell’opposizione, è stato condannato a cinque anni di prigione dal tribunale di Abidjan. Con oltre 600.000 follower su TikTok e 250.000 su Facebook, Zigui è una figura molto seguita sui social network. Era accusato di aver diffuso contenuti che hanno turbato l’ordine pubblico. Le autorità giudiziarie gli hanno contestato i reati di incitamento all’insurrezione e manovre per compromettere la sicurezza dello Stato.

L’attivista è a capo del movimento Patriotes 2.0 (Patrioti due punto zero) che denuncia le difficoltà quotidiane degli ivoriani, ma anche le derive delle autorità e delle istituzioni. Nei suoi video aveva espresso critiche sulla candidatura per un quarto mandato consecutivo del presidente Alassane Ouattara e, tra le altre cose, denunciato il violento pestaggio di un giovanissimo venditore ambulante da parte di uomini armati agli ordini delle autorità, impegnate nel far sparire i piccoli commercianti irregolari dalle strade della capitale. Zigui era stato prelevato da casa sua nella notte tra l’1 e il 2 settembre 2025 da uomini non meglio identificati e portato in prigione.

«Siamo sbalorditi – ha detto ad Africa Rivista un esponente del movimento Patriotes 2.0, commentando la sentenza – perché il procuratore aveva chiesto tre anni di carcere. Si sperava addirittura in una riduzione, grazie all’intervento dell’avvocato di Zigui e all’attenzione che la difesa sembrava aver ottenuto. Ma al contrario, la pena è stata aumentata a cinque anni, e la multa raddoppiata da 10 a 20 milioni di franchi Cfa». Secondo l’attivista «è senza dubbio una decisione politica». Sabato «l’ex presidente della Repubblica, Laurent Gbagbo, ha fatto un discorso davanti ai suoi simpatizzanti, e ha parlato dei detenuti politici, citando anche il caso di Zigui. Il partito al potere si è sentito offuscato, ed è per questo che la sentenza è stata appesantita» è convinta la fonte.

Il Ppa-Ci, il partito di Gbagbo di cui Zigui è sostenitore, ha reagito con fermezza alla sentenza, denunciando quella che definisce una deriva autoritaria e un tentativo di mettere a tacere le voci critiche prima dell’appuntamento elettorale. Justin Katinan Koné, presidente del consiglio strategico e politico del partito, ha dichiarato alla stampa che «non si può continuare a mettere tutti a tacere», esprimendo forte indignazione per il processo e la condanna dell’attivista. Al contrario, il portavoce del governo e ministro della Comunicazione, Amadou Coulibaly, ha difeso l’operato della magistratura sottolineando che in Costa d’Avorio ogni procedura segue il corso legale e che la libertà di espressione non può tradursi in una provocazione alla violenza o all’odio. Tuttavia, è un dato di fatto che in Costa d’Avorio le attività in rete siano sempre più monitorate da parte del ministero dell’Interno e della Sicurezza.

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