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QUADERNI AFRICANI

Blog a cura di Amistades – www.amistades.info

    QUADERNI AFRICANI

    I diritti umani sono davvero universali?

    di claudia 1 Giugno 2024
    Scritto da claudia

    di Carla Zurlo – Centro studi AMIStaDeSĀ APS

    ƈ legittimo che un paese giustifichi la violazione dei diritti umani fondamentali come espressione della propria sovranitƠ culturale e religiosa?

    La risposta a questa domanda sembrerebbe positiva, almeno secondo quanto dichiarato dal neo primo ministro senegalese Ousmane Sonko, leader del partito Pastef – Patrioti Africani del Senegal per il Lavoro, l’Etica e la Fratellanza – durante l’incontro del 16 maggio scorso all’UniversitĆ  Cheikh Anta Diop di Dakar con Jean-Luc MĆ©lenchon, politico francese rappresentante della sinistra radicale.

    Invitato a parlare agli studenti, MĆ©lenchon ha inaspettatamente rivendicato il suo essere stato ā€œil primo legislatore francese a presentare una proposta di legge sul matrimonio omosessualeā€ augurandosi che prima o poi ā€œquesta libertĆ  di amare possa appartenere a chiunqueā€. Le sue parole sono state immediatamente riprese dalla stampa senegalese che ha accusato il politico francese di fare lobbing pro omosessualitĆ . La replica del leader di Pastef, che durante la campagna elettorale aveva promesso che una delle prima leggi che avrebbe fatto approvare sarebbe stata quella che inaspriva le pene contro l’omosessualitĆ , non ĆØ tardata ad arrivare.

    Nella sua replica, Ousmane Sonko ha infatti sottolineato che ā€œin Senegal l’omosessualitĆ  non ĆØ accettata ma ĆØ tollerataā€, esortando l’Occidente a ā€œrispettare la cultura senegalese sulle questioni sociali, inclusi i diritti LGBTQIA+, e la paritĆ  di genereā€. Sonko ha poi messo in guardia gli studenti contro il vero pericolo cioĆØ i “tentativi esterni di imporre stili di vita e modi di pensare contrari ai valori senegalesi” che possono provocare “enormi tensioni”, alimentando “sentimenti anti-occidentali” e osservando infine come ā€œla questione sia utilizzata quasi come arma di ricatto nei rapporti bilaterali e partenariati finanziariā€.

    ousmane sonko
    Ousmane Sonko

    Sonko ha poi messo in relazione l’omofobia, cioĆØ la violazione sistematica dei diritti umani di una parte della popolazione, con la contrarietĆ  dei governi occidentali alla poligamia. Il rispetto e la tutela dei diritti umani non dovrebbero essere un gioco di scambi, ma piuttosto un impegno collettivo per la giustizia e l’uguaglianza per tutti. Inoltre, in Europa, e in Occidente in generale, esistono sempre più movimenti che lottano per il riconoscimento e la legalizzazione del ā€œpoliamoreā€ cioĆØ una forma di relazione romantica e sessuale consensuale in cui le persone coinvolte, siano esse uomini o donne, possono amare e avere relazioni intime con più di un partner contemporaneamente.

    Alle parole di Ousman Sonko hanno poi fatto eco quelle del sociologo Abdou Khadre Sanogo che in un’intervista a Dakaractu ha dichiato che ā€œl’omosessualitĆ  non sarĆ  mai accettata in Senegal, qualunque sia il regime politico, perchĆØ non si può imporre una pratica poco accettata dalla comunitĆ . Per Sanogo ā€œnonostante la pressione internazionale e i discorsi sulla tolleranza e la diversitĆ , ognuno deve rimanere attaccato alle proprie convinzioni sociali e culturaliā€.

    Come però ĆØ noto, in Senegal, l’omosessualitĆ  non ĆØ tollerata ma ĆØ un crimine. In particolare, l’articolo 319 del Codice penale senegalese definisce l’omosessualitĆ  ā€œatto contro naturaā€ punibile con la reclusione da 1 a 5 anni. Certo, il Senegal non ĆØ l’unico paese dove l’omosessualitĆ  ĆØ considerato un crimine. Secondo Amnesty International, nel 2024 sono ancora 31 gli stati africani che criminalizzano i comportamenti delle persone LGBTQIA+, in palese violazione di quelle che sono le norme del diritto internazionale e dell’Unione Africana. A livello globale sono 63 gli stati che criminalizzano l’omosessualitĆ , in 8 di questi ĆØ prevista la pena di morte e in altri 9 l’ergastolo. (dati disponibili su https://database.ilga.org/). Ciò che colpisce in questo dibattito ĆØ però la giustificazione ā€œculturale, religiosa e di autodeterminazioneā€ data a questo tipo di discriminazione.

    Molti paesi giustificano questa violazione della libertĆ  personale invocando il loro diritto di legiferare e accusando l’Occidente di voler imporre i propri ideali e valori. Ma possiamo davvero considerare la vita e la dignitĆ  della persona come elementi questionabili e relativizzabili rispetto alla religione o come valori dell’imperialismo culturale occidentale?

    A livello mondiale esistono, almeno formalmente, una serie di valori e diritti fondamentali riconosciuti all’individuo in quanto tale, indipendentemente dalla sua appartenenza religiosa, sociale, geografica, etnica o di genere. Sebbene il concetto primordiale di diritti umani sia certamente presente nelle varie tappe storiche dell’esistenza umana e nonostante esistano sistemi regionali differenti per la protezione di tali diritti, ĆØ indiscutibile che la prima codificazione formale dei diritti umani come universali, inalienabili e indivisibili sia nata con la Dichiarazione del 1948 adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con lo scopo dichiarato di garantire che gli orrori della Seconda guerra mondiale non si ripetessero.

    I diritti umani, quale valore universale, sembrerebbero dunque essere figli di una codificazione frutto di un’esperienza occidentale, benchĆ© le atrocitĆ  della guerra abbiano poi toccato l’Asia e in modo trasversale anche l’Africa. Se seguissimo la logica di quanto affermato dal primo ministro senegalese, allora, i diritti delle persone LGBTQIA+ avrebbero ragione di esistere solo in quelle culture ā€œsensibili alla questioneā€.

    Tuttavia, non esistono i diritti LGBTQIA+, cosƬ come non esistono i diritti delle persone nere o delle persone con disabilitĆ , ma esistono i diritti dell’essere umano in quanto tale perchĆØ, come scritto nella la Dichiarazione del 1948, i cui principi sono ripresi nella Carta africana dei diritti dell’uomo del 1981ā€œ tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignitĆ  e diritti senza alcuna distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, d’opinione politica e di qualsiasi altra opinione, d’origine nazionale o sociale, che derivi da fortuna, nascita o da qualsiasi altra situazioneā€.

    L’orientamento sessuale, contrariamente a quanto dichiarato da alcuni, non ĆØ una pratica, ma ĆØ un elemento intrinseco dell’essere umano, non ne cambia la natura. Una persona LGBTQIA+ resta una persona. Dire che i diritti umani devono essere declinati rispetto alla cultura e alla religione ĆØ estremamente pericoloso. Se si accetta che i diritti umani debbano tenere conto delle credenze culturali o religiose si potrebbe tranquillamente affermare che il razzismo e lo schiavismo debbano essere tollerati in quanto espressione di certe credenze e ā€œvaloriā€ socio-culturali.

    Allo stesso modo si potrebbero giustificare l’abilismo (cioĆØ la discriminazione delle persone con disabiltĆ ), il sessismo e qualsiasi altra forma di discriminazione semplicemente perchĆ© radicata in alcune culture. Questo approccio potrebbe portare a una relativizzazione dei diritti umani, dove il rispetto per la diversitĆ  culturale viene utilizzato come pretesto per negare diritti fondamentali a determinati gruppi di individui.

    La religione o la cultura non dovrebbero avere il diritto di ledere i diritti fondamentali delle persone. ƈ vero che nella storia ci sono stati casi in cui istituzioni religiose hanno legittimato pratiche dannose come lo schiavismo e il razzismo. Tuttavia, questo non significa che tali pratiche siano sacre o giustificate e infatti tutta la comunitƠ internazionale le ha riconosciute come inaccettabili.

    L’idea che la religione sia sacra non implica automaticamente che il razzismo o lo schiavismo siano sacri. Al contrario, molte persone religiose e istituzioni religiose hanno e stanno lavorando attivamente per superare tali posizioni, promuovendo valori di uguaglianza, giustizia e dignitĆ  per tutti.

    I valori sono importanti e riflettono le nostre convinzioni personali. ƈ importante interrogarsi sui valori che si abbracciano e riflettere sul modo in cui essi si relazionano ai principi di giustizia e rispetto per gli altri.

    In conclusione, ĆØ evidente che il dibattito sui diritti umani e la loro universalitĆ  continuerĆ  a essere un argomento cruciale, ma un aspetto spesso trascurato ĆØ che la criminalizzazione dell’omosessualitĆ  affonda le sue origini nel colonialismo (Han, E. and O’Mahoney, J. Orcid British Colonialism and the Criminalization of Homosexuality, 2014). Prima di allora, molte culture africane tradizionali avevano atteggiamenti tolleranti e pacifici rispetto a relazioni tra persone dello stesso sesso.

    L’omofobia potrebbe quindi essere letta paradossalmente come una difesa dei valori coloniali, mentre la difesa dei diritti umani ĆØ certamente un’affermazione dell’anticolonialismo.

    Foto di apertura: AFP

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    1 Giugno 2024 0 commentI
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