Burundi | Nkurunziza, una morte e tanti sospetti

di Enrico Casale
pierre nkurunziza
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La morte, avvenuta ieri, di Pierre Nkurunziza, presidente del Burundi, solleva numerose questioni sia sul piano politico sia su quello istituzionale sia su quello sanitario. Ufficialmente, non essendosi ricandidato nelle ultime elezioni che si sono tenute il 24 maggio, Nkurunziza avrebbe dovuto passare le consegne al nuovo presidente Évariste Ndayishimiye ad agosto. Con questo scambio di testimone, Nkurunziza sarebbe dovuto uscire di scena. In realtà, si era ritagliato il ruolo di «guida suprema del patriottismo». Una posizione dalla quale avrebbe potuto, comunque, controllare l’andamento della politica nazionale a maggior ragione se si pensa che Ndayishimiye era il suo delfino, un collaboratore fidatissimo. E ora che cosa succederà? Secondo Pierre Buyoya, ex presidente del Burundi e oppositore, fino al 2015 (data delle elezioni contestate), Nkurunziza era «il simbolo di un Burundi riconciliato alla fine della guerra civile». Il conflitto politico nato con la sua terza ricandidatura l’ha portato a creare tensioni nella società burundese (che si regge su delicati equilibri etnici). Una tensione che Nkurunziza aveva saputo gestire con il sistema del bastone e della carota.  Il nuovo presidente saprà governare tutti i burundesi sia quelli che lo hanno eletto sia quelli che non lo hanno eletto?

Dal punto di vista istituzionale come avverrà la transizione?  Secondo la nuova Costituzione del 2018, è il presidente dell’Assemblea nazionale, Pascal Nyabenda, a dover prendere il posto di Nkurunziza assumendo le funzioni di presidente fino ad agosto quando si insedierà il nuovo capo di Stato. In realtà, il periodo che manca all’ascesa di Ndayishimiye è molto breve e ciò potrebbe favorire l’ascesa diretta del nuovo presidente (la cui elezione è stata recentemente confermata dalla Corte Suprema di Bujumbura).  Da parte sua, Ndayishimiye avrà più spazio di manovra dopo l’uscita di scena del suo predecessore. Un predecessore «ingombrante», che gli avrebbe certo fatto ombra a lungo.

Infine esiste un’incognita «sanitaria»? Di che cosa è morto Nkurunziza? Secondo la versione ufficiale, la causa del decesso sarebbe «un attacco cardiaco» seguito a un rapidissimo peggioramento delle sue condizioni cliniche a partire da lunedì mattina. Osservatori internazionali però dubitano di questa versione. Alcuni affermano che potrebbe essere stato il Covid-19 ad aver ucciso il presidente.

Questa tesi è supportata dalle dichiarazioni di alcuni medici che avevano parlato di coronavirus il giorno dopo che il leader politico era stato ricoverato in ospedale. Un altro elemento a favore di questa tesi: uno dei pochi respiratori di Bujumbura è stato trasportato in elicottero a Karusi lunedì, ma era troppo tardi. Infine, molti burundesi non hanno dimenticato che pochi giorni fa sua moglie era stata evacuata in Kenya per sospetto coronavirus. Era «in via di guarigione e ieri era tornata frettolosamente in Burundi», secondo una fonte amministrativa.

Secondo l’opposizione, una eventuale morte per coronavirus sarebbe tenuta nascosta perché da tempo le autorità di Bujumbura stanno portando avanti una negazione di fatto dell’esistenza della pandemia di Covid-19 nel Paese. Oggi il governo ammette l’esistenza di 83 positivi e un decesso, mentre i medici denunciano l’esistenza di centinaia di «casi nascosti», tra cui diverse decine di decessi. «Speriamo che questa volta il governo abbia capito che la situazione è esplosiva, che deve uscire dalla negazione e combattere questa pandemia a testa alta», hanno detto i medici.

(Tesfaie Gebremariam)

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