Black star, dai libri alla tv

di Marco Trovato

L’attrice keniana (premio Oscar) Lupita Nyong’o porta in televisione “Americanah”, una serie ispirata all’omonimo romanzo della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie

Ha appassionato milioni di lettori, mettendo d’accordo critica e pubblico. E ora, da Americanah, best seller della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, che sarà presente in Italia per la prima volta in novembre a Bookcity Milano, verrà tratta una serie tv in dieci episodi  in onda su HBO Max, servizio streaming di Warner Media al debutto il prossimo anno.

Nei panni di Ifemelu, protagonista del romanzo, ci sarà Lupita Nyong’o, attrice keniota-messicana capace di vincere al suo esordio assoluto sul grande schermo un Oscar come migliore attrice non protagonista (e prima africana a riuscirci) con 12 anni schiavo del regista afrobritannico Steve McQueen. Produttrice esecutiva (assieme alla stessa Lupita Nyong’o) e sceneggiatrice sarà invece Danai Gurira, attrice americana originaria dello Zimbabwe. Le due avevano recitato insieme in Black Panther, film di supereroi rigorosamente black targato Marvel.

Ora la reunion per questo progetto fortemente voluto dalla Plan B, casa di produzione cinematografica gestita da Brad Pitt. Vero e proprio romanzo di formazione, Americanah è la storia di una ragazza nigeriana di etnia igbo che si trasferisce negli Stati Uniti per studiare all’Università di Princeton e della sua storia d’amore con Obinze, compagno di liceo.

La scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, autrice del romanzo che ha ispirato la nuova serie televisiva. Arriverà per la prima volta in Italia a novembre in occasione di Bookcity Milano

 

Ampiamente autobiografico (a 19 anni la scrittrice, proveniente da una famiglia della media borghesia, lasciò il Sud-est della Nigeria per iniziare il proprio percorso universitario negli States),  il romanzo, uscito nel 2013, è stato un vero e proprio caso letterario: premiato con il National Book Critics Circle Award e inserito tra i migliori dieci libri dell’anno da New York Times Book Review, Bbc e Newsday, ha consacrato Chimamanda Ngozi Adichie non solo come una delle più talentuose scrittrici africane ma anche come una delle voci più interessanti della letteratura contemporanea.

«Pagina dopo pagina sono stata rapita dalla storia di Ifemelu e Obinze. Le esperienze di questi immigrati africani sono peculiari, ma allo stesso tempo portano chi ne segue le vicende a un’immediata identificazione – ha dichiarato Lupita Nyong’o – ed è una sfida incredibile raccontare vicende così piene di amore, umorismo e passione».

Entusiasmo condiviso anche da Danai Gurira: «Chimamanda ha portato la voce delle donne africane nel mainstream come mai prima. Il suo è un romanzo intellettualmente incisivo, accusatorio eppure ricco di umanità». E di quel femminismo “africano e felice” rivendicato dalla stessa autrice nel pamphlet Dovremmo essere tutti femministi. Non è ancora noto quando inizieranno le riprese della serie e quindi nulla si sa ancora della data di uscita, così come non è stato ancora rivelato il nome dell’attore che interpreterà il giovane Obinze. Pare che il candidato numero uno al ruolo di coprotagonista sia David Oyelowo, di origine nigeriana, che nel 2014 vestì i panni di Martin Luther King in Selma. Si vocifera inoltre che la nuova serie tivù possa poi approdare su Neflix. In attesa di saperne di più, la speranza è che la versione televisiva sia all’altezza delle aspettative di chi il romanzo lo ha letto ed amato. E non sarà certo un’impresa facile.

(Diego Fiore)

 

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