Anche in Africa sciiti contro sunniti

di Enrico Casale
sciiti in nigeria
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sciiti in nigeriaL’esecuzione dell’influente religioso sciita Nimr al-Nimr (insieme a un quarantina di membri o fiancheggiatori di al Qaeda) ha portato non solo allo sdegno internazionale per il massiccio ricorso alla pena di morte da parte di Ryiad, ma ha anche dato vita a una crisi internazionale tra Iran e Arabia Saudita. È così venuto alla luce un conflitto latente tra le due anime dell’Islam, quella sunnita, maggioritaria e sostenuta soprattutto dai sauditi, e quella sciita, minoritaria e appoggiata da Teheran. Una battaglia che si combatte, in modo silenzioso, anche in Africa.

Anzitutto, chi sono gli sciiti? L’origine dello sciismo, secondo quanto riporta l’enciclopedia Treccani, risale alla guerra civile che oppose Ali ibn Abi Talib a Muawiya, futuro califfo omayyade, fra il 657 e il 661. Lo sciismo, che ha avuto a sua volta numerose scissioni e diramazioni nella storia, è attualmente diviso in tre nuclei principali: zaidismo, che rappresenta l’indirizzo meno lontano dall’ortodossia sunnita sul terreno politico e giuridico; ismailismo o batinismo, il gruppo dalla dottrina più esoterica; imamismo, il gruppo oggi più numeroso, maggioritario in Iran.

Gli sciiti costituiscono la confessione religiosa maggioritaria in Iran (94%), Iraq (62,5%) e Libano (34,1%, contro il 23,4% dei maroniti, 21,2% dei sunniti e il 11,2% degli ortodossi), mentre rappresentano delle minoranze importanti in Kuwait (30,3%, contro il 45% dei sunniti), negli Emirati Arabi (15,9%) e in Siria (12%). In Oman, invece, la maggioranza della popolazione è di fede ibadita (73,6%), una sette eterodossa islamica. I sunniti rimangono la maggioranza in tutti gli altri paesi musulmani.

Il conflitto aperto tra sunniti e sciiti è scoppiato in Siria nel 2011 contrapponendo il governo di Bashar al Assad, che appartiene alla corrente alawita dello sciismo, e l’opposizione sunnita. Assad è sostenuto da Iran, Iraq e dalla minoranza sciita libanese (e, in particolare, le milizie di Hezbollah). L’opposzione invece ha un forte sostegno da parte delle monarchie del Golfo, tra le quali riveste una posizione dominante quella saudita. Da qui sono sorte tensioni sempre più forti che sono culminate con la rottura diplomatica tra Iran e Arabia Saudita di questi giorni.

In Africa, l’Islam è a stragrande maggioranza sunnita. Esistono però piccolissime minoranze sciite, duramente represse. In Marocco, il Re Mohammed VI ha sempre avuto un atteggiamento durissimo nei confronti degli sciiti. Alcuni anni fa sono stati arrestati tremila fedeli sciiti e chiusi i loro centri e biblioteche. I rapporti tra Rabat e Tehran sono tesissimi. Anche in Tunisia il Governo non è mai stato tenero con i 500mila sciiti che vivono nel Sud del Paese. Sotto la Presidenza di Ben Ali era proibito, pena l’arresto, esporre le immagini di Khomeini. Attualmente, se le istituzioni hanno allentato la presa, la piccola comunità è stata presa di mira dagli estremisti salafiti che hanno organizzato attacchi mirati nei loro confronti
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In Egitto vive la comunità più grande di sciiti del Nord Africa. Sono tra uno e due milioni e costituiscono il 2-2,5% della popolazione. Sono tascurati e ghettizzati nonostante esista un editto religioso, emesso nel 1959 dall’Università Islamica dell’Azhar, che indica gli sciiti come musulmani. Il partito salafita non riconosce la validità di tale editto, la colpa di questo atteggiamento è stata dell’ex Presidente Hosni Mubarak che affermò insieme a Re Hussain di Giordania, che gli sciiti arabi erano fedeli all’Iran piuttosto che ai Paesi nei quali vivono.

In Egitto e nei Paesi del Maghreb, comprese anche le petro-monarchie wahabite del Golfo, esiste l’idea che gli sciiti usino la loro religione per sovvertire non solo il sunnismo, ma anche i regimi stessi. Non è un caso che Egitto, Marocco, Senegal e Sudan abbiano aderito in modo convinto alla coalizione organizzata dall’Arabia Saudita contro gli houti, minoranza sciita dello Yemen.

A dicembre è infine arrivata nelle redazioni la notizia del massacro di centinaia di sciiti in un raid dell’esercito a Zaria, nel Nord della Nigeria, roccaforte del Movimento islamico (di ispirazione sciita). Il leader del gruppo, Ibrahim Zakzaky è stato ferito e arrestato. Un tempio e diverse case rase al suolo.

Anche in Africa per la comunità sciita la vita non è semplice.

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