Algeria | Bassissima affluenza alle urne

di Enrico Casale
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Bassissima afflienza alle urne in Algeria. Nel corso della notte, le autorità hanno annunciato che solo il 39,93% degli elettori ha votato per queste elezioni presidenziali. In totale, 9,6 milioni di elettori si sono recati ai seggi, su 43 milioni registrati. Le autorità hanno fornito il dato poco dopo mezzanotte, quando quattro dei cinque candidati hanno annunciato la loro vittoria e l’accesso al secondo turno. Dichiarazioni contraddittorie che hanno creato confusione e tensioni .

Confusione e tensioni che si sono aggiunte a quelle create dalle tantissime  manifestazioni di protesta che si sono tenute in tutto il Paese nella corso della giornata di ieri. Secondo il sito tsa-algerie.com , le forze di sicurezza sono intervenute duramente in rue Didouche Mourad ad Algeri per disperdere un gruppo di manifestanti anti elezioni.

La consultazione odierna era infatti avversata dal movimento di protesta che ha portato alla caduta del presidente-autocrate Abdelaziz Bouteflika nell’aprile scorso e che chiede lo smantellamento del suo sistema di potere.

I cinque candidati in lizza vengono contestati dall’hirak, «il movimento», perché troppo vicini all’opaco e corrotto «système» sopravvissuto a Bouteflika.

Tutte le formazioni politiche hanno dichiarato pubblicamente di sostenere l’hirak e di boicottare queste elezioni. Uniche eccezioni i due partiti del regime, il Fronte di Liberazione Nazionale (Fln) che sostiene Azzedine Mihoubi, leader del Raggruppamento Nazionale Democratico (Rnd), altro partito di governo.

In un comunicato ufficiale, siglato da tutte le forze dell’opposizione democratica – Fronte delle Forze Socialiste (Ffs), Partito dei Lavoratori (Pt), Raggruppamento Cultura e Democrazia (Rcd) – e da tutte le principali associazioni e movimenti della società civile, resta ferma l’idea di «continuare la protesta, con qualsiasi mezzo pacifico, anche dopo la “mascherata elettorale”», considerata come l’ennesimo tentativo del regime di riciclarsi.

«Continuiamo a chiedere una transizione democratica che ponga le basi per una costituente per la creazione di una nuova repubblica – conclude il comunicato – sicuri che l’unica soluzione possibile sia quella della lotta pacifica del popolo algerino e consapevoli che anche i popoli di altri paesi osservano con ammirazione la nostra rivoluzione pacifica contro il sistema autoritario».

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