Anche l’Africa invecchia

di Tommaso Meo
Una donna anziana

di Marco Trovato – Direttore editoriale di Africa Rivista

Ciò che più mi resta impresso, dopo un viaggio in Africa, è la sua prorompente vitalità. Il dinamismo delle città, il movimento incessante delle persone, delle merci, delle idee. La sensazione che tutto sia ancora in divenire e che il futuro, per quanto incerto, non sia già scritto. È la smentita più immediata dell’immagine di un continente immobile, ripiegato su sé stesso, eternamente sospeso tra povertà e arretratezza. Questa energia viene anzitutto dalla sua popolazione giovanissima. L’età mediana è oggi intorno ai 19 anni: per avere un termine di paragone, è di circa 40 anni in Cina e di 45 in Europa. Eppure, dentro questa immensa giovinezza, qualcosa sta cambiando. Lentamente, quasi senza fare rumore, l’Africa ha cominciato a invecchiare. Non è una contraddizione, ma una delle trasformazioni più profonde che attendono il continente. La mortalità diminuisce, la speranza di vita aumenta, cresce il numero di coloro che arrivano alla vecchiaia.

Secondo le Nazioni Unite, nell’Africa subsahariana gli over 65 passeranno da 57 milioni oggi a quasi 250 milioni nel 2060. Sono oggi il 3,5% della popolazione,ma il loro numero è già quasi raddoppiato in dieci anni e aumenterà nei prossimi venti di oltre il300%: una delle crescite più rapide al mondo. È una trasformazione che pone una domanda politica e sociale inedita: come costruire una società capace di sostenere una vita più lunga? In Europa abbiamo impiegato decenni a costruire pensioni, sanità pubblica, assistenza domiciliare e sistemi di protezione sociale. Un modello che oggi mostra non poche crepe. In gran parte dell’Africa, sono ancora la famiglia allargata e la comunità a sostenere gli anziani. Ma è un modello che sta cambiando. Un tempo i figli restavano nei villaggi e si prendevano cura dei genitori, dei campi e delle mandrie. Oggi, milioni di giovani si riversano nelle città in cerca di lavoro, indebolendo le reti familiari che tradizionalmente sostenevano gli anziani. E, nelle metropoli, tra lavoro precario e alto costo della vita, prendersi cura dei genitori diventa più difficile. A questo si aggiunge la fragilità della previdenza: nell’Africa subsahariana, solo un anziano su cinque circa percepisce una pensione, mentre la spesa pubblica non sanitaria destinata alla vecchiaiaequivale appena allo 0,7% del pil, contro il 7,6% della media mondiale. La maggior parte dei lavoratori è impiegata nel settore informale e non versa contributi. Il rischio è che sempre più persone arrivino alla vecchiaia senza un reddito sufficiente e senza una rete pubblica capace di sostenerle, aumentando la pressione sulle famiglie proprio mentre queste diventano più piccole, mobili e frammentate.

Ma sarebbe un errore considerare gli anziani soltanto come una popolazione vulnerabile da assistere. Nei villaggi sono ancora custodi della memoria, delle conoscenze e delle relazioni; in molte società conservano un’autorità fondata sull’esperienza più che sul denaro. Anche questo patrimonio, però, è sottoposto a trasformazioni profonde. Il sapere degli anziani deve oggi confrontarsi con quello istantaneo e globale dei social network e di una generazione connessa al mondo intero. Invecchiare non significa soltanto vivere più a lungo. Significa poterlo fare mantenendo salute, autonomia, dignità e un ruolo nella società. Per anni abbiamo raccontato l’Africa come il continente del futuro perché è giovane. E resterà ancora per molti decenni il continente più giovane del pianeta. Ma la giovinezza, da sola, non produce sviluppo. Produce una possibilità. La vera sfida sarà trasformare quella possibilità in una società abbastanza prospera, produttiva e solidale da poter sostenere tutte le sue generazioni. Un’Africa capace di dare futuro ai suoi giovani senza lasciare indietro gli anziani potrebbe forse insegnare qualcosa anche a un’Europa che, pur avendo costruito il welfare, sta scoprendo quanto sia difficile invecchiare bene.


EDITORIALE DEL NUMERO DI NOVEMBRE-DICEMBRE 2026 DELLA RIVISTA AFRICA

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