Ebola, rallentano i contagi in Repubblica Democratica del Congo

di Tommaso Meo

Segnali incoraggianti arrivano dalla Repubblica Democratica del Congo nella lotta contro l’epidemia di Ebola, anche se la situazione resta complessa e la crisi sanitaria appare ancora lontana da una conclusione. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha espresso un cauto ottimismo rilevando i primi progressi nelle misure di contenimento, pur avvertendo che l’emergenza nel Paese africano richiederà ancora molti mesi di lavoro intenso.

I dati diffusi dall’Oms mostrano un rallentamento dei contagi nelle zone più colpite della provincia dell’Ituri. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato di iniziare a vedere segnale incoraggianti. Precisa tuttavia che l’elevata mobilità della popolazione locale mantiene alto il pericolo di ulteriori diffusioni del virus. Da maggio sono stati registrati 7.200 casi confermati, estesi a nove province, e 3.500 morti.

La complessità dell’epidemia risiede anche negli strumenti medici a disposizione. Le autorità sanitarie e il personale in prima linea stanno impiegando il vaccino Ervebo, prodotto dalla casa farmaceutica Merck. Questo farmaco è approvato per il ceppo Zaire dell’Ebola, mentre la sua reale efficacia contro la variante Bundibugyo deve ancora essere accertata. Per questa ragione, l’Oms ha avviato uno studio osservazionale sugli operatori sanitari e prevede di far partire nelle prossime settimane una sperimentazione clinica guidata dall’Istituto nazionale di ricerca biomedica (Inrb) del Congo per testare l’efficacia di diversi vaccini, compresi i candidati sviluppati da Moderna e dall’università di Oxford.

L’incremento dei tracciamenti e il miglioramento delle capacità diagnostiche potrebbero far aumentare il numero dei casi rilevati nelle prossime settimane. L’Oms ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione sul campo, ricordando, attraverso la responsabile della gestione delle minacce epidemiche Maria Van Kerkhove, che «abbiamo davanti a noi ancora molti, molti mesi» e che «l’emergenza è tutt’altro che finita».

Tra gli operatori sul campo l’ottimismo è minore: secondo Medici Senza Frontiere sarebbe un errore pensare che l’epidemia sia sotto controllo solo perché alcuni centri per il trattamento dell’Ebola stanno ricoverando meno pazienti. «L’epidemia non si sta riducendo, si sta spostando», ha detto Anthony Kergosien, coordinatore delle emergenze di Msf nella Repubblica Democratica del Congo.

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