Rdc, una nuova torre di monitoraggio misurerà il carbonio nelle foreste di Miombo

di Tommaso Meo
Miombo foresta

Una nuova torre di misurazione dei flussi verrà installata nelle foreste di Miombo, nel sud della Repubblica Democratica del Congo, per monitorare gli scambi di carbonio e acqua tra la vegetazione e l’atmosfera e comprendere la resilienza di questo ecosistema inesplorato di fronte ai cambiamenti climatici e all’azione umana.

L’infrastruttura, un alto pilone sovrastante le cime degli alberi dotato di stazione meteorologica e analizzatori di gas come anidride carbonica, vapore acqueo, metano e ozono, opererà in modo continuo per diversi anni. Come spiegato da Marc Peaucelle, ricercatore presso l’Istituto nazionale di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente (Inrae) e specialista in macroecologia forestale, lo strumento misurerà la materia e l’energia in entrata e in uscita dall’ecosistema, permettendo di stabilire se la foresta assorbe o emette carbonio nelle diverse condizioni meteorologiche.

La continuità delle misurazioni consentirà di confrontare le stagioni secche e umide e di analizzare la reazione della vegetazione ad eventi insoliti quali siccità intense o periodi eccezionalmente caldi. La foresta di Miombo copre oltre il 10% del continente africano e nella regione del Katanga subisce sia le pressioni climatiche sia quelle antropiche legate alle attività minerarie nell’arco del rame e alla deforestazione.

Attualmente le osservazioni dirette nel bacino del Congo sono estremamente rare, con un’unica torre presente a Yangambi, nel nord del Paese, a differenza di quanto avviene in Amazzonia dove ne sono state storicamente installate più di 12. La nuova stazione documenterà un ecosistema differente da quello pluviale, con implicazioni dirette anche per la gestione idrologica regionale del fiume Congo.

Il progetto nasce su iniziativa dell’Università di Lubumbashi e vanta il sostegno di One forest vision e dell’iniziativa “La foresta siamo noi”, promossa dal Paese durante la Cop30 sul clima di Belém. L’iniziativa prevede un importante piano di formazione rivolto a ingegneri, ricercatori e studenti locali per garantire la gestione e la manutenzione autonoma dell’impianto nel tempo.

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