Un rapporto di Anthropic svela l’uso improprio del modello Claude da parte di servizi segreti, governi e mercenari tra propaganda, spionaggio e controllo di massa
di Andrea Spinelli Barrile
In Africa, la propaganda e le operazioni di controllo e disinformazione online messe in campo dai governi locali, dalla Russia e dagli Emirati Arabi Uniti utilizzano tecnologia americana per nascere, crescere e prosperare, e in molti casi è già troppo tardi per intervenire.
A rivelarlo è l’ultimo rapporto di Anthropic sull’uso illegale di Claude. L’azienda statunitense ha fatto sapere di aver analizzato otto mesi di dati e scoperto diverse operazioni in Africa, alcune delle quali collegate ai servizi segreti russi. I casi spaziano dal cyber-spionaggio di matrice statale a piattaforme di sorveglianza di massa, fino a campagne di influenza politica (disinformazione e astroturfing) e operazioni mercenarie di disinformazione.
«Con la crescente sofisticazione dei modelli, aumentano anche i rischi che presentano, a meno che gli sviluppatori di Ai e gli addetti alla sicurezza non adottino misure per proteggerli», scrive Anthropic nel suo report. Non si tratta di una novità: da anni, ormai, l’infosfera globale è spesso teatro di attacchi informatici e truffe gigantesche, un luogo «non sicuro» per utenti e aziende, vittime di furti di dati, phishing e manipolazione.
La macchina della propaganda russa in Repubblica Centrafricana
In particolare, è proprio la manipolazione la protagonista della parte africana del report: Anthropic spiega di aver identificato a Bangui, in Repubblica Centrafricana (Rca), un utente di lingua russa che costituiva la «colonna portante» di un’operazione di manipolazione dell’informazione mirata nel Paese. L’operazione veicolava l’intero output su Radio Lengo Songo, che trasmetteva contenuti coordinati con Russia Today, Sputnik Africa, l’agenzia governativa russa Tass e il centro culturale russo (Casa russa) nella capitale. L’utente forniva a Claude temi e argomenti di discussione favorevoli alla Russia, al governo centrafricano e al gruppo Wagner o, più spesso, ostili alla Francia e all’opposizione politica. Rimuovendo ogni elemento stilistico che potesse rivelare l’origine sintetica dei testi, i contenuti venivano diffusi in radio, sui canali social e sulla stampa locale, nell’ambito della rete Politology, il braccio operativo della comunicazione online di Africa Corps (e, prima, di Wagner).
Non si tratta solo di produrre propaganda. In un report diffuso a luglio da All Eyes On Wagner, organizzazione che svolge analisi Osint specifica sui mercenari russi, era già stato dimostrato come ChatGPT (concorrente di Claude) venisse utilizzata allo stesso scopo. L’uso dell’Ai richiede infatti una tecnologia specifica a seconda del compito: Claude e ChatGPT venivano impiegati non solo per scrivere articoli, ma anche per redigere contratti, mansionari e griglie di valutazione delle prestazioni per i giornalisti di Radio Lengo Songo, oltre a generare report sulle performance dei canali social. L’utente russo, identificato da Anthropic come Artur Tevosyan (coordinatore di Politology in Rca), è riuscito a progettare anche un sistema di sorveglianza per monitorare gli esponenti dell’opposizione e un generatore di documenti falsi della gendarmeria e del Ministero della Difesa centrafricano.
In Centrafrica, la tecnologia americana è servita soprattutto alla disinformazione russa e anti-europea, consentendo la produzione su larghissima scala di contenuti e riducendo significativamente i costi per lanciare vaste operazioni online.
Il mega sistema di sorveglianza di massa in Mali
In Mali la tecnologia americana è stata adoperata in modo ancora più clamoroso. Secondo Anthropic, un consulente esterno dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dello Stato (Anse) ha creato con la versione gratuita di Claude un chatbot per sviluppare Lakana 360, una piattaforma progettata per monitorare circa 25 milioni di schede Sim dei tre operatori di telefonia mobile attivi nel Paese (su 26 milioni di abitanti).
Lakana registra chiamate, messaggi e comunicazioni vocali, identifica gli utenti dalla voce, rileva l’uso di strumenti di crittografia, blocca le Vpn, tiene traccia degli incontri clandestini e geolocalizza le Sim. Questi dati vengono poi incrociati con i database in possesso della giunta militare maliana. Anthropic ha eliminato l’account usato per lo sviluppo della piattaforma, ma ha chiarito di non poter disattivare il sistema stesso, che rimane attualmente in uso al governo.
Attacchi informatici e disinformazione a noleggio tra Kenya e Congo
In Nord Africa, Anthropic ha evidenziato una massiccia operazione contro un’autorità tecnologica governativa: hacker ritenuti russi hanno compromesso le credenziali di un apparato Vpn sperimetrale, utilizzandole per assumere il controllo del server centrale ed esfiltrare i dati di 300.000 registri di identità nazionale e 500.000 aziende.
In Kenya è stato messo in piedi uno schema simile a quello centrafricano: in vista delle elezioni del 2027, un utente ha incaricato Claude di produrre 50 tweet dedicati a elogiare il ministro dell’Energia per simulare una mobilitazione digitale spontanea e attaccare l’opposizione. Anthropic ha bloccato l’utente, pur non avendo trovato prove di un coinvolgimento diretto del governo.
Il rapporto documenta anche il fenomeno della disinformazione “a noleggio” (Influence-as-a-Service) applicata alle crisi regionali, come le tensioni tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda. Anthropic ha individuato le tracce di Lkm Company, agenzia francese di digital marketing a capo di una rete di circa 70 siti web mascherati da testate locali indipendenti e amplificati da oltre 250 profili social falsi. Tramite Claude, l’agenzia automatizzava la riscrittura di notizie per orientare la narrazione a favore di Kinshasa, amplificando le accuse contro Kigali per le violenze nell’est congolese e difendendo la linea governativa sulla gestione delle risorse minerarie.
Le operazioni degli Emirati Arabi Uniti contro le Nazioni Unite
Anthropic ha infine identificato un’operazione che aveva come obiettivi i Fratelli Musulmani, il Sudan e le Nazioni Unite. Un operatore ha impiegato Claude per gestire circa 300 account social falsi, una finta ong e testimonianze fabbricate dall’Ai destinate al Consiglio per i diritti umani dell’Onu. L’operatore, attivo dagli Emirati Arabi Uniti, aveva inoltre compilato ampi dossier su europarlamentari, giornalisti e relatori delle Nazioni Unite accomunati dall’aver criticato Abu Dhabi sulla gestione della crisi in Sudan. Anthropic ha collegato con quasi assoluta certezza l’operazione a funzionari del governo emiratino.



