Continua ad allargarsi la zona rossa dell’epidemia di Ebola nell’est della Repubblica democratica del Congo (Rdc): ieri le autorità sanitarie congolesi hanno registrato un decesso in una provincia fino ad ora non colpita dall’attuale epidemia. Secondo quanto reso noto dal Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc), con questo decesso, il numero totale delle province congolesi colpite dal virus sale a sei.
Il caso riguarda un paziente deceduto a Buta, capitale del Bas-Uele: questa persona si è spostata dalla provincia di Haut-Uele, già colpita, alla provincia di Bas-Uele, dove ha trasmesso il virus.
L’ultimo rapporto sull’aggiornamento della situazione ha mostrato che i casi confermati hanno raggiunto quota 4.449, con ben 2.061 decessi dall’inizio dell’epidemia: l’ultima vittima era un tassista in motocicletta che, prima del decesso, aveva visitato diverse strutture sanitarie. Ci sono quindi timori che possa aver contagiato numerose persone.
Secondo l’Africa Cdc e l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), l’epidemia non è sotto controllo e la sua espansione non è per nulla contenuta: oltre il 63% dei decessi che si verificano nelle comunità, anziché nei centri di cura, e questo dato è significativo dell’inseguimento che le autorità sanitarie stanno facendo rispetto all’epidemia, dichiarata a maggio.
Fino a poco tempo fa, l’epidemia aveva colpito cinque province: Haut-Uele, Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu e Tshopo. L’Ituri rimane l’epicentro dell’epidemia, causata dal ceppo virale Bundibugyo.
Due giorni fa, l’Oms ha detto che, al ritmo attuale, l’epidemia in Congo “è sulla buona strada per superare” quella che ha colpito l’Africa occidentale tra il 2014 e il 2016. Secondo il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’epidemia è già “la seconda più grande mai registrata” e si sta diffondendo più rapidamente di qualsiasi epidemia precedente.
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista “Nature Medicine”, l’attuale epidemia di Ebola è probabilmente dovuta a una nuova trasmissione del virus dagli animali all’uomo: il virus è geneticamente distinto da quello identificato durante le precedenti epidemie del 2007 e del 2012 e questi risultati suggeriscono che l’epidemia sia iniziata con una nuova trasmissione del virus da animale a uomo, prima che si diffondesse tra le persone. I ricercatori non hanno ancora identificato l’animale che è stato la fonte di questa trasmissione.



