Sono oltre 8.000 i casi confermati di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Stando all’ultimo bollettino diffuso ieri dell’Istituto di sanità pubblica, sono 8.067 i casi e 3.901 i decessi registrati nel Paese dallo scorso maggio.
Nei giorni scorso l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha sottolineato che «l’epidemia di virus Bundibugyo si è ulteriormente estesa, coinvolgendo altre due zone sanitarie», che portano così a 63 «il numero complessivo delle zone sanitarie colpite, distribuite su sette delle 26 province del Paese: Basso Uele, Alto Uele, Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Sud Ubangi e Tshopo».
Un’ulteriore espansione geografica che «accresce il rischio di trasmissione transfrontaliera», ha ammonito l’Oms. Tuttavia, «la situazione varia da zona a zona: alcune province e aree sanitarie registrano livelli di trasmissione molto più alti rispetto ad altre». L’Oms ha infatti precisato che la provincia Ituri rimane l’epicentro dell’epidemia, seguita dal Nord Kivu come seconda provincia più colpita, mentre la provincia del Nord Kivu registra il tasso di letalità più elevato.
L’attuale epidemia ha ormai sorpassato per numero di malati e decessi quella che colpì la Repubblica Democratica del Congo nel 2018-2020. L’Oms, tuttavia, nelle scorse settimana si è detta cautamente ottimisma, rilevando i primi progressi nelle misure di contenimento e un rallentamento dei contagi. Ha però avvertito che l’emergenza nel Paese africano richiederà ancora molti mesi di lavoro intenso, anche di sensibilizzazione.
Nel Paese c’è ancora una dffidenza diffusa nei confronti del virus. Nell’ultimo incidente di questo tipo, domenica Marie-Celestin Karondw, un alto esponente dell’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (Udps), è stato picchiato a morte nella città di Butembo, nella provincia del Kivu Nord, dopo aver partecipato a un programma radiofonico per sensibilizzare la popolazione sulle misure di prevenzione contro l’Ebola.
L’episodio rappresenta il più recente di una serie di attacchi ai danni del personale e delle strutture impegnate nella risposta all’Ebola. Sabato scorso, uomini armati avrebbero assalito una postazione per il lavaggio delle mani nel vicino territorio di Beni, uccidendo almeno una persona e ferendone diverse altre.



