Un gruppo di donne, in gran parte madri di residenti dei quartieri di Kiamaiko, Mathare e Huruma, ha bloccato ieri mattina Kenyatta Avenue e Parliament Road, nel centro di Nairobi, per protestare contro quella che definiscono una serie di sparizioni forzate di giovani della zona. Le manifestanti hanno marciato per le strade alzando cartelli e accendendo falò, chiedendo alle autorità di avere notizie dei giovani scomparsi. I media locali hanno raccontato che il traffico è rimasto rallentato per diverse ore mentre la polizia monitorava la manifestazione. Il corteo ha anche bloccato temporaneamente l’accesso al palazzo del parlamento.
Al centro della protesta c’è la scomparsa di Abdulaziz Duba Molu, noto come Zizo, commerciante di Kiamaiko, di cui non si hanno notizie dal 23 giugno scorso. La famiglia ha detto che l’uomo è stato visto l’ultima volta nella contea di Kiambu, dove si era recato per alcuni lavori. Testimoni citati dai media locali sostengono che sarebbe stato prelevato da persone in abiti civili e in uniforme, alcune delle quali si sarebbero qualificate come agenti di sicurezza. La vicenda aveva già provocato proteste nelle scorse settimane a Kiamaiko e a Mathare.
Le denunce di sparizioni forzate si susseguono, secondo organizzazioni per i diritti umani, sin dall’inizio del mandato del presidente William Ruto nel settembre 2022. La Commissione nazionale keniana per i diritti umani (Knchr), organo statale, e la coalizione civica Missing Voices hanno documentato ondate di casi in coincidenza con le principali proteste degli ultimi anni, in particolare durante le manifestazioni contro il Finance Bill del 2024 e nei mesi successivi. Il governo ha più volte negato alcun coinvolgimento e lo stesso Ruto ha dichiarato in diverse occasioni che le persone scomparse sarebbero state riconsegnate alle famiglie. Le cifre relative al numero complessivo dei casi variano a seconda della fonte.



