Torna libero l’ex-primo ministro del Mali Moussa Mara

di Tommaso Meo
Moussa Mara

L’ex primo ministro maliano Moussa Mara è stato rilasciato sabato dopo avere trascorso l’ultimo anno in carcere. Mara era recluso dal 1° agosto 2025 perché condannato a due anni di reclusione, di cui uno con la condizionale, per alcuni commenti pubblicati sui social media a sostegno di diverse persone detenute. Il politico ha finito di scontare la parte non sospesa della sua pena.

La vicenda risale a luglio 2025, quando Mara annunciò di aver fatto visita ad alcuni leader politici e attivisti della società civile che si trovavano in carcere, alcuni dei quali erano personaggi molto critici nei confronti delle autorità di transizione. In un messaggio pubblicato online, espresse la sua «incrollabile solidarietà» nei loro confronti, manifestando al contempo la speranza di un imminente cambiamento politico. Queste dichiarazioni portarono all’avvio di un procedimento legale contro Mara al quale, dopo diverse udienze, gli fu impedito di lasciare il Paese (era il 21 luglio 2025). Pochi giorni dopo fu raggiunto da un mandato di arresto per «aver minato la credibilità dello Stato», incitato «al disordine pubblico» ed essersi opposto «all’autorità legittima».

Il 27 ottobre 2025, l’Unità nazionale per i crimini informatici lo ha dichiarato colpevole e condannato a due anni di reclusione, di cui uno con la condizionale e la Corte d’appello di Bamako ha confermato la sentenza il 9 febbraio di quest’anno, respingendo le argomentazioni della difesa.

La condanna ha scatenato reazioni internazionali. Le organizzazioni per i diritti umani l’hanno denunciata come un attacco alla libertà di espressione e hanno chiesto che la sentenza venisse annullata, mentre le autorità giudiziarie maliane hanno sostenuto che le dichiarazioni in questione andavano oltre i limiti della critica politica.

Nato il 2 marzo 1975 a Bamako, e di professione commercialista, Mara ha fondato il partito Yéléma (“cambiamento”) nel 2010 ed è diventato sindaco del IV Comune di Bamako nel 2011. Candidato alle elezioni presidenziali del 2013, è entrato nel governo come ministro dell’Urbanistica. Il 5 aprile 2014 è stato nominato primo ministro dal presidente Ibrahim Boubacar Keita, diventando a 39 anni uno dei più giovani capi di governo del Mali. Il suo mandato rimane segnato dalla crisi di Kidal del maggio 2014. La sua visita nella città del nord, allora in preda a forti tensioni, fu seguita da sanguinosi scontri tra l’esercito maliano e gruppi armati.

Dopo aver lasciato il governo nel gennaio 2015, Mara ha continuato la sua attività politica e civica, annunciando la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2018, salvo poi ritirarsi. Negli ultimi anni, aveva adottato una posizione critica ma misurata sulla transizione, auspicando in particolare un ritorno all’ordine costituzionale e lo svolgimento di elezioni.

Condividi

Altre letture correlate: