Il Puntland ha accusato la Somalia di traffico d’armi per destabilizzare la regione

di Tommaso Meo
pistole

Le autorità dello Stato del Puntland hanno accusato il governo federale della Somalia di introdurre clandestinamente armi nella regione per alimentare l’instabilità e provocare conflitti interni. In una nota ripresa da Garowe Online, il ministero della Sicurezza del Puntland ha detto che il presunto traffico di armi rischia di aggravare ulteriormente la già fragile situazione della sicurezza nel Paese.

Secondo il governo regionale, Mogadiscio starebbe facendo arrivare armi nel Puntland attraverso politici ed ex funzionari vicini all’esecutivo federale con l’obiettivo di alimentare scontri tra clan. Le autorità del Puntland sostengono inoltre l’esistenza di un presunto piano coordinato tra il governo federale e quattro Paesi stranieri per destabilizzare la regione.

In risposta, il Puntland ha vietato sul proprio territorio le operazioni di tutte le forze di sicurezza non appartenenti alla regione e ha proibito l’ingresso ai funzionari nominati dal governo federale.

Le tensioni tra Mogadiscio e gli Stati federati si sono aggravate dopo la scadenza, il 15 maggio scorso, del mandato delle istituzioni federali, alimentando una nuova fase di scontro politico e istituzionale. Lo scorso fine settimana i leader del blocco di opposizione Somalia’s Future Council hanno chiesto un maggiore coinvolgimento della comunità internazionale nella mediazione sulla crisi legata al processo elettorale, mentre la Turchia sta cercando di assumere un ruolo di primo piano nei negoziati tra il presidente Hassan Sheikh Mohamud e le forze di opposizione.

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