Il Ruanda ha sospeso l’importazione di oltre 50 marchi di alcolici

di Tommaso Meo
birra

L’autorità ruandese per gli alimenti e i farmaci (Rwanda Fda) ha sospeso in via temporanea l’importazione di oltre 50 marchi di bevande alcoliche, nell’ambito di una campagna avviata contro i superalcolici irregolari.

Gli importatori sono stati invitati a richiamare i prodotti interessati, mentre a distributori, rivenditori e consumatori è stato chiesto di interrompere immediatamente la distribuzione, la vendita e il consumo. La Rwanda Fda ha inoltre ordinato la rimozione di ogni materiale pubblicitario e promozionale relativo ai marchi coinvolti.

I prodotti sospesi provengono da Uganda, Burundi, Kenya, India, Polonia e Tanzania. Tra i marchi colpiti figurano il Konyagi tanzaniano, il whisky ugandese Bond 7 e il gin keniano Gilbeys.

Il provvedimento arriva pochi giorni dopo la chiusura, da parte del regolatore, di oltre 130 aziende produttrici di liquori, disposta «nell’interesse della salute pubblica». Il ministro della Sanità, Sabin Nsanzimana, ha dichiarato in un programma della televisione nazionale, che da inizio anno più di 500 persone sono state curate per complicazioni legate al consumo di alcolici illeciti, con circa 50 decessi e oltre 100 casi di perdita della vista.

Il ministero ha lanciato la campagna chiamata Tunywe Less (Beviamo meno) dopo un’indagine che ha rilevato un aumento significativo del consumo di alcolici tra i giovani. Secondo il sondaggio 2022 del Rwanda Biomedical Center sui fattori di rischio delle malattie non trasmissibili, la prevalenza del consumo di alcol nel paese è passata dal 41% del 2013 al 48% del 2022.

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