Le forze di sicurezza ugandesi hanno arrestato Erias Lukwago, un’importante figura dell’opposizione e avvocato che rappresenta Kizza Besigye, leader del partito Fronte popolare per la libertà (Pff), attualmente detenuto e sotto processo per tradimento. Lo ha fatto sapere lo stesso partito con una dichirazione diffusa ieri.
Lukwago, ex sindaco della capitale ugandese Kampala, rappresenta Besigye anche in un caso in cui quest’ultimo ha citato in giudizio il capo di Stato maggiore della Difesa, Muhoozi Kainerugaba, figlio del presidente Yoweri Museveni, per averlo ripetutamente minacciato di morte sui social media. Lukwago è stato prelevato dalla sua abitazione, «rapito da agenti statali e portato in un luogo sconosciuto» secondo la dichiarazione del Pff.
Il principale oppositore di Museveni, Bobi Wine, attualmente in esilio negli Stati Uniti, ha scritto su X che uomini armati, agendo su ordine di Kainerugaba, hanno arrestato Lukwago mentre si preparava a notificare una citazione in giudizio proprio contro Kainerugaba, noto agli ugandesi e non solo per i suoi post incendiari sui social media. La moglie di Lukwago ha descritto l’arresto come un rapimento politico.
Ieri, lo stesso Kainerugaba ha giurato su X che avrebbe fatto arrestare chiunque avesse tentato di notificargli atti giudiziari e ha scritto di aver «catturato uno sciocco e di averlo portato in cantina». In seguito, ha condiviso l’immagine di un uomo somigliante a Erias Lukwago, con un’espressione terrorizzata e le mani appoggiate sulle tempie. Nei post ha promesso di infliggergli «sofferenza e dolore».



