L’Associazione medica keniana (Kma) ha diramato un allarme urgente affinché il personale sanitario si prepari all’arrivo del virus Ebola, nel timore che possa diffondersi nel Paese. In una dichiarazione rilasciata ieri, la Kma ha reso note le linee guida del ministero della Salute, citando un forte aumento dei casi della malattia nella regione e sollecitando una maggiore vigilanza clinica all’interno di tutte le strutture sanitarie.
Finora il Kenya non ha segnalato alcun caso confermato, ma il governo si è attivato per contenere la situazione nonostante la crescente preoccupazione. Il Paese è ad alto rischio di contagio a causa dell’elevato flusso di persone che arrivano atraverso i principali punti di ingresso, tra cui Busia, Malaba, Suam, Namanga e l’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta.
Secondo le direttive, al personale sanitario è stato raccomandato di mantenere un elevato livello di sospetto nei confronti di tutti i pazienti con febbre e sintomi correlati, valutando sistematicamente anche i viaggi effettuati nei Paesi colpiti o i contatti con persone provenienti da tali regioni. L’associazione ha sottolineato che qualsiasi paziente che presenti sintomi riconducibili al virus deve essere isolato non appena entra in ospedale, persino in attesa dei risultati del tampone. Nella circolare si invita espressamente a non aspettare la conferma della storia di viaggio o gli esiti di laboratorio prima di iniziare l’isolamento, poiché i pazienti potrebbero essere troppo malati per fornire la propria anamnesi.
Alle strutture sanitarie è stato chiesto di rivedere la propria preparazione sulle procedure di prevenzione e controllo delle infezioni. Il virus, che si è sviluppato a maggio nella Repubblica Democratica del Congo, si è già diffuso in Uganda e Sud Sudan. La sola Repubblica Democratica del Congo ha segnalato oltre 600 casi confermati e 115 decessi, mentre l’Uganda ha registrato 19 casi e due decessi.



