Senza aiuti umanitari il Sahel va verso il collasso

di Tommaso Meo

di Andrea Spinelli Barrile

Il nuovo rapporto Ocha lancia l’allarme per 24,3 milioni di persone colpite da conflitti, shock climatici e grave insicurezza alimentare. Con i finanziamenti umanitari scesi ai minimi storici nell’ultimo decennio, l’Onu chiede un intervento immediato dei donatori

Un nuovo rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dipinge un quadro preoccupante della situazione nel Sahel, dove 24,3 milioni di persone necessitano ora di assistenza urgente. Il rapporto evidenzia la contemporanea escalation del conflitto armato, gli shock climatici e la diminuzione dei finanziamenti umanitari, che stanno compromettendo gli sforzi di risposta a favore delle popolazioni colpite.

Secondo il documento, intitolato “Humanitarian needs and response overview 2026” e che riguarda Burkina Faso, Ciad, Mali, Niger, l’estremo nord del Camerun e la Nigeria nord-orientale, questa regione si sta affermando come uno dei principali epicentri globali della crisi umanitaria, con un continuo aumento dell’insicurezza e degli sfollamenti di popolazione. L’Ocha sottolinea che la violenza, inizialmente concentrata nel Sahel centrale, si sta rapidamente diffondendo nei Paesi costieri dell’Africa occidentale, destabilizzando ulteriormente gli stati che in precedenza erano stati relativamente risparmiati. Questa espansione è attribuita all’avanzata di gruppi armati, che stanno rafforzando il loro controllo su diverse aree rurali e transfrontaliere.

Sul fronte sociale, il documento segnala la chiusura di 12.900 scuole a causa dell’insicurezza, privando oltre 2,3 milioni di bambini dell’accesso all’istruzione. Anche numerose strutture sanitarie e amministrative risultano fuori servizio in diverse aree colpite. Gli impatti climatici stanno aggravando la situazione umanitaria. L’agenzia Onu rivela che il Sahel si sta riscaldando più rapidamente della media globale, con episodi ricorrenti di inondazioni e siccità e, alla fine dell’anno scorso, circa 590.000 persone sono state state colpite dalle inondazioni.

Anche la situazione alimentare rimane particolarmente preoccupante: secondo le proiezioni dell’Ocha, tra giugno e agosto di quest’anno, si prevede che 15,4 milioni di persone si troveranno ad affrontare livelli di insicurezza alimentare critici o peggiori, di cui oltre 1,5 milioni in situazioni di emergenza. Inoltre, l’agenzia delle Nazioni unite ha lanciato un allarme anche per gli effetti indiretti delle tensioni internazionali sui prezzi di cibo, carburante e fertilizzanti, che potrebbero aggravare l’insicurezza alimentare nella regione.

Per quanto riguarda i finanziamenti, l’Ocha ha detto che gli aiuti umanitari al Sahel hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi dieci anni: alla fine del 2025, era stato mobilitato solo il 29% dei fondi necessari, costringendo gli operatori umanitari a ridurre o sospendere alcuni interventi. Di fronte a questa situazione, le Nazioni Unite invitano i donatori ad aumentare i finanziamenti umanitari e gli Stati della regione a garantire l’accesso agli aiuti per la popolazione e la protezione dei civili.

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