Dal 5 al 7 giugno torna a Milano il festival 100 Afriche: tre giorni di incontri, musica e creatività dedicati alle culture del continente africano. Un grande appuntamento organizzato dalla Rivista Africa aperto ad adulti e bambini tra concerti, danze, laboratori artistici e creativi, dibattiti, presentazioni di libri, cucina, viaggi, spettacoli e molto altro. Tra gli ospiti: Marco Aime, Tommy Kuti, Padre Kizito Sesana, Kossi Komla-Ebri, Chiara Piaggio, Olivier Van Beemen, Soumalia Diawara, Stephane Ngono, Simayiai Muteleu e molti altri protagonisti del mondo culturale e artistico.
Chi sa dove si trova la Dancalia? C’è qualcuno che ha mai assistito alla danza del fuoco togolese? Vorreste truccarvi come una vera regina africana? Eppure non è difficile, anche restando a Milano. Da venerdì 5 a domenica 7 giugno torna in città il festival “100 Afriche”, una grande festa aperta che celebra la straordinaria varietà culturale del continente africano. Non un’unica Africa, ma “100 Afriche”: un mosaico di storie, lingue, tradizioni e visioni che raccontano la complessità e la bellezza di un territorio troppo spesso ridotto a stereotipo.

Per tre giorni, il CIQ – Centro Internazionale di Quartiere (Via Fabio Massimo 19, zona Porto di Mare) si trasformerà in uno spazio vivo di incontro e scoperta, con un programma ricco e multidisciplinare: musica dal vivo, danze, incontri, presentazioni, laboratori, mostre, cinema e teatro.
Il festival, organizzato dalla Rivista Africa, con il sostegno di Kenya Airways e Mani aps, in collaborazione con decine di realtà associative e artisti, è pensato come un’occasione per avvicinarsi alle culture africane contemporanee e tradizionali, favorendo il dialogo, la conoscenza e lo scambio tra comunità diverse.

Mercanti tuareg, artisti e cantastorie, ballerini ed esperti accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso le tante anime del continente.
Si parte venerdì alle 17.30 con l’attore, musicista e griot camerunense Stephane Ngono, che inaugura il festival con un laboratorio colorato e coinvolgente dedicato ai più piccoli: i bambini potranno decorare la propria maglietta scoprendo due affascinanti tecniche ispirate alla tradizione tessile africana, il bogolan del Mali e il tie-dye.

Alle 18.30 spazio al dialogo e alla riflessione con Chiara Piaggio, che presenta il libro “L’Africa non è così. Cronache da un continente frainteso” (Einaudi, 2025), un’occasione per mettere in discussione l’immaginario riduttivo con cui troppo spesso viene raccontato il continente.

Durante la serata, grandi e piccoli potranno trasformarsi in re e regine grazie a un suggestivo set fotografico con costumi tradizionali e trucchi, guidati dall’artista togolese Adokou Zambé, che dopo cena – rigorosamente africana – tornerà in scena con una spettacolare danza del fuoco, quando il cielo si farà più scuro.

Da non perdere alle 19.30 l’incontro “I cattivi custodi del colonialismo verde”: il giornalista olandese Olivier Van Beemen, dopo 3 anni di viaggi e inchieste sul campo denuncia il club dei benefattori bianchi dell’African Parks, la più grande organizzazione africana per la protezione della natura, una realtà dove la linea che separa la protezione dell’ambiente dal cosiddetto “colonialismo verde” si fa sempre più sottile. Conduce Mariachiara Boldrini (penotazione obbligatoria fino a esaurimento posti tramite il modulo online di adesione online).

E la giornata non finisce qui: dalle 21.00 Stephane Ngono accompagnerà i bambini (5-10 anni) in un’ora magica fatta di letture, suoni e “magie africane”, un momento sospeso tra racconto e immaginazione prima della nanna. A seguire, l’incontro con il geologo Marco Montecroci porterà il pubblico alla scoperta della Dancalia, uno dei luoghi più estremi e affascinanti del pianeta. E per finire la serata, in collaborazione con il Coe, la proiezione dei migliori cortometraggi del Festival del cinema Africano presentati da Annamaria Gallone.

Dalle 21.30 fino alle 23.00 un’occasione unica per scoprire le voci emergenti di Tommy Kuti e Wado – due artisti italiani di origine nigeriana– che dopo una chiacchierata sulla loro arte, le influenze internazionali e l’impegno sociale che anima le loro carriere, si scateneranno in un live che unisce rap, afrobeats e contaminazioni urbane (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti tramite modulo online di adesione online).

La serata si chiuderà con una selezione dei migliori cortometraggi del Festival del Cinema Africano, presentati da Annamaria Gallone: uno sguardo sulle tendenze più innovative e contemporanee del cinema africano.

Imperdibili anche le due mostre in programma: “Labirinto Macuti” di Paolo Ghisu, un’esperienza immersiva che conduce il visitatore all’interno di un quartiere del Mozambico, e “Afrodysiac” del fotografo Michael Yohanes, un’intensa indagine visiva sulle identità afrodiscendenti. In orari selezionati, i curatori saranno presenti per accompagnare il pubblico in tour guidati, offrendo chiavi di lettura e approfondimenti.

Il racconto del festival prosegue sabato a partire dalle 15.00 con la presentazione del romanzo “Là dove il vento cambia” di Kossi Komla-Ebri, medico e scrittore togolese, in dialogo con la giornalista Stefania Ragusa: un incontro che intreccia letteratura, esperienza e sguardo sul mondo.

Tra le novità più originali di questa edizione, sabato e domenica dalle 15 alle 17 spazio anche a “Dallo scarto alla moda creativa”, laboratorio aperto al pubblico di trasformazione e riuso di abiti e oggetti guidato dalla coppia italo-camerunense Sky Day e Mireille. Un’esperienza artistica che intreccia estetiche africane ed europee attraverso tecniche di upcycling e trasformazione creativa, dando nuova vita a vestiti usati e materiali di recupero.

A seguire, Medicus Mundi e Fondazione Museke propongono una mostra multimediale dedicata al tema della salute, incentrata sulle cliniche mobili del Mozambico, le Brigadas Móveis: un percorso coinvolgente e accessibile a tutte le età, pensato per famiglie, studenti e bambini.

Il pomeriggio continua con un momento di approfondimento e confronto: Stefano Pancera, redattore della Rivista Africa, dialoga con lo scrittore e attivista maliano Soumaila Diawara, autore del saggio “L’Africa ha bisogno di guardarsi dentro, non indietro”, una riflessione lucida e appassionata su colonialismo e nuove forme di dominio.

Dal tardo pomeriggio il festival cambia ritmo e si accende di musica e danza. Stephane Ngono torna in scena con “Gli spiriti della foresta”, una performance ispirata alle leggende delle grandi selve equatoriali. Seguono i ritmi e i canti dell’associazione Karamogo e il racconto intenso di una donna masai, nata ai piedi del Kilimangiaro e diventata la prima della sua regione a sposare un uomo europeo: una storia che parla di identità, coraggio e incontro tra culture..

Sempre nel segno dell’incontro, arriva anche l’ormai tradizionale sfilata dell’ateliere Kechic che per questa edizione presenta in anteprima il suo nuovo brand CHIC COSE, una collezione estiva di capi e accessori da viaggio, perfetti per gli outfit delle nostre vacanze, dal mare alla città. La linea Chic Cose rimarrà poi disponibile in negozio tutto l’anno, a fianco dei capi “su misura”, con proposte adatte al guardaroba di tutte le stagioni. Moda, ma anche cultura, integrazione e dialogo.

Nuovo incontro alle 21.00 dal titolo “L’Ombra lunga dell’impero” in cui il giornalista italo-americano Angelo Boccato presenta un saggio che intreccia reportage e analisi per raccontare l’Europa postcoloniale, e che traccia una mappa delle diseguaglianze e discriminazioni razziali che investono anche l’Italia. Attraverso le voci delle comunità afrodiscendenti, il libro svela le radici profonde del razzismo, tra politiche migratorie, memoria rimossa e nuove tecnologie.

La sera il festival entra nel vivo con spettacoli e concerti: l’artista togolese Adokou Zambé porta in scena una performance in cui la danza si fa racconto; a seguire il concerto dei Real Blues Trio, con un groove instancabile tra jazz-funk e ritmi black. Gran finale con Afrisonica, collettivo di sette musicisti che intreccia melodie dell’Africa centrale, strumenti tradizionali e arrangiamenti contemporanei.

Infine il giorno di chiusura, domenica 7 giugno. Dalle 15.00 alle 16.30 è aperto il seminario di danza afrobeat – nata negli anni ’60 e ’70 in Nigeria dalla fusione di suoni africani tradizionali, funk, jazz e ritmi afro-cubani – curato dal maestro Akueson Adotey Dotcha.

E poi largo ai… tamburi con il laboratorio di percussioni per bambini e genitori guidati dall’energia travolgente del maestro camerunense Olivier Elouti e da Riccardo Trovati.

Molte le proposte di approfondimento culturale: a partire dall’incontro con Fabrizio Floris, autore di “Urbanizzazione, economia informale e baraccopoli in Africa” che in dialogo con l’architetto Federico Monica accompagnerà il pubblico in un viaggio tra comunità capaci di reinventare continuamente modi di vivere, produrre e abitare.

A seguire sarà l’antropologo Marco Aime a presentare il suo libro “Ritratto di una onesta utopia. La vita e l’eredità di Thomas Sankara”, una delle figure più amate e iconiche dell’Africa contemporanea. Da non perdere la testimonianza sulla guerra in Sudan del missionario comboniano padre Kizito Sesana, per trent’anni al fianco del popolo nuba. E per i più piccoli le fiabe sulla pace, letture di Elisabetta Jankovic.

Una sosta per la cena, naturalmente afro, e dalle 21.30 musica. Si parte con due spettacoli: “La musica mi ha salvato”, un monologo del danzatore e cantastorie togolese Akueson Adoley Dotcha e il concerto di Amoro, artista emergente di origini somale, che insieme all’Afro Band Live Experience, una formazione che unisce musicisti afrodiscendenti e italiani, porta sul palco una fusione unica di afrobeats, amapiano e R&B (prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti tramite modulo online di adesione online). Per chiudere in bellezza il concerto live dei Rosegarden Funeral Party, band post-punk di Dallas guidata dalla cantante e chitarrista Leah Lane.
Quasi tutti gli eventi saranno a ingresso libero, mentre alcune attività richiederanno la prenotazione e un piccolo contributo. Trovate tutto il programma, qui




