Il ministro dell’Agricoltura dello Zimbabwe, Anxious Masuka, ha detto che il Paese restituirà 67 fattorie confiscate ai cittadini di quattro Stati europei coperti da accordi bilaterali di protezione degli investimenti.
Le terre erano state sequestrate a partire dal 2000 sotto il governo dell’ex presidente Robert Mugabe, nell’ambito della riforma agraria con cui Harare voleva correggere gli squilibri ereditati dall’epoca coloniale, redistribuendo le proprietà ai cittadini neri senza terra. Le confische provocarono il crollo dell’agricoltura commerciale e contribuirono alla crisi economica culminata nel collasso della valuta nel 2008, lasciando il Paese dipendente dalle importazioni alimentari.
Il presidente Emmerson Mnangagwa, succeduto a Mugabe dopo il colpo di Stato del 2017, ha avviato negli ultimi anni un riavvicinamento ai governi occidentali, che avevano imposto sanzioni allo Zimbabwe per le espropriazioni e le accuse di violazioni dei diritti umani. Secondo Masuka, le fattorie saranno restituite a cittadini di Danimarca, Svizzera, Germania e Paesi Bassi, in quanto protetti dagli accordi bilaterali sugli investimenti firmati con Harare.
Con questa misura il governo punta a ottenere la ristrutturazione del debito e l’accesso ai finanziamenti internazionali, dopo oltre vent’anni di esclusione dai mercati globali in seguito al default sui prestiti contratti con i creditori internazionali. Il debito estero dello Zimbabwe ammontava a 13,6 miliardi di dollari nel settembre 2025, di cui 7,7 miliardi di arretrati.
I creditori internazionali chiedono riforme economiche e la soluzione delle dispute fondiarie come condizioni per qualsiasi alleggerimento del debito. Il Fondo monetario internazionale ha recentemente approvato per Harare un programma di monitoraggio di dieci mesi per valutare i progressi nelle riforme economiche.
Nel 2020 Mnangagwa aveva firmato un accordo da 3,5 miliardi di dollari per compensare circa 4.000 agricoltori bianchi espropriati, ma il governa ha finora effettuato solo pagamenti limitati a causa di una crisi di liquidità.



