Lo Zimbabwe si ritira dall’intesa sanitaria con gli Stati Uniti

di Tommaso Meo
sanità africa

Lo Zimbabwe ha interrotto i negoziati con gli Stati Uniti su un memorandum d’intesa per il finanziamento del settore sanitario, secondo quanto riportato dal quotidiano statale The Herald. Al centro della rottura, riferisce il giornale, ci sarebbe la richiesta statunitense di ottenere un accesso esteso e di lungo periodo a dati sanitari sensibili del Paese, inclusi campioni patogeni e informazioni epidemiologiche sui cittadini.

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, il portavoce del governo zimbabwese Nick Mangwana ha affermato che «il problema era che allo Zimbabwe veniva chiesto di condividere risorse biologiche e dati a lungo termine, senza alcuna garanzia di accesso ai vaccini o ai trattamenti risultanti». Mangwana ha inoltre sostenuto che «gli Stati Uniti non hanno offerto una condivisione reciproca dei propri dati epidemiologici con le nostre autorità sanitarie».

Secondo quanto riferito da The Herald, l’impianto dell’accordo sarebbe stato «asimmetrico» poiché prevedeva un flusso di dati e materiali biologici in uscita dallo Zimbabwe senza impegni vincolanti sul ritorno in termini di benefici sanitari o trasferimento tecnologico. Il quotidiano riconosce tuttavia il contributo storico dell’assistenza sanitaria americana, in particolare attraverso il Piano di emergenza del presidente degli Stati Uniti per la lotta all’Aids (President’s Emergency Plan for Aids Relief, Pepfar) e altri programmi che «hanno svolto un ruolo significativo nella risposta sanitaria nazionale nel corso degli anni». «Una partnership, per definizione, deve essere costruita su una base di rispetto reciproco, trasparenza e beneficio condiviso», si legge nel resoconto.

Da parte sua, l’ambasciata degli Stati Uniti ad Harare ha diffuso una nota in cui esprime rammarico per la decisione del governo zimbabwese di interrompere le trattative. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sui contenuti tecnici del memorandum né sul volume dei finanziamenti previsti.

Le versioni rese pubbliche convergono sulla fine dei negoziati, ma divergono nell’interpretazione delle cause: mentre la parte zimbabwese insiste sull’assenza di reciprocità e di garanzie sull’accesso ai futuri prodotti sanitari, la dichiarazione statunitense si limita a registrare la decisione di Harare senza entrare nel merito delle condizioni contestate.

In questi giorni anche lo Zambia ha respinto alcune clausole dell’accordo di finanziamento sanitario da oltre un miliardo di dollari che aveva con gli Stati Uniti, ritenendo che non siano pienamente allineate agli interessi nazionali.

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