La Russia e i Paesi della Confederazione degli Stati del Sahel (Aes) – Mali, Burkina Faso e Niger – hanno firmato a Mosca una dichiarazione congiunta e un memorandum d’intesa per rafforzare la cooperazione militare. L’accordo è stato siglato nel corso della prima visita ufficiale dei ministri della Difesa dell’Aes in terra russa, avvenuta la scorsa settimana su invito di Mosca.
La delegazione africana era guidata dal generale Sadio Camara, ministro della Difesa e degli Affari dei veterani del Mali, affiancato dai suoi omologhi di Burkina Faso e Niger. L’incontro ha avuto l’obiettivo di intensificare il partenariato strategico con la Federazione russa, principale alleato dei tre Paesi nel campo della sicurezza, e di consolidare la cooperazione militare per affrontare le crescenti minacce nella regione saheliana.
Ad accoglierli è stato il ministro della Difesa russo Andrei Belousov, che ha sottolineato come la creazione dell’Aes – sancita poco più di un anno fa con l’uscita dall’Ecowas – sia frutto della “libera scelta dei popoli del Sahel”. Belousov ha ribadito il sostegno di Mosca alle giunte militari per “rafforzare la sicurezza, proteggere i territori e la sovranità”, indicando il dialogo a quattro come un “formato importante” per sviluppare ulteriormente la cooperazione in materia di difesa.
Il generale Camara, citato dai media russi, ha evidenziato che la difesa è già oggi “il più grande ambito di cooperazione tra i nostri Paesi” e che il nuovo livello di dialogo rappresenta un passo decisivo nel partenariato con Mosca. L’intesa raggiunta riflette la volontà politica condivisa dai capi di Stato Vladimir Putin (Russia), Assimi Goïta (Mali), Abdourahamane Tiani (Niger) e Ibrahim Traoré (Burkina Faso) di consolidare la collaborazione per la stabilità del Sahel.
Pochi giorni prima della missione a Mosca, il 12 agosto, a Niamey si era svolta una riunione dello Stato maggiore congiunto delle Forze armate Aes. In quell’occasione, i vertici militari di Mali, Burkina Faso e Niger hanno discusso i prossimi passi verso l’unificazione delle forze, con la definizione di procedure e meccanismi operativi comuni. L’obiettivo è rendere operativa la Forza congiunta dell’Aes, considerata dalle giunte al potere nei tre Paesi uno strumento essenziale nella lotta al terrorismo.
La decisione di creare l’esercito congiunto risale al 2024. Già lo scorso aprile le forze dei tre Paesi hanno condotto la prima operazione comune, neutralizzando diversi gruppi jihadisti e basi logistiche nelle zone di confine. All’inizio di quest’anno il ministro della Difesa del Niger, Salifou Modi, aveva annunciato il prossimo dispiegamento di un contingente iniziale di 5.000 uomini, con mezzi aerei, equipaggiamenti e capacità autonome di intelligence.
Il progetto è stato sostenuto in Consiglio di sicurezza Onu sia dalla Russia, principale partner di sicurezza dell’Aes, sia dalla Cina, grande fornitore di armamenti ai tre Paesi, nel quadro del dibattito internazionale sulla lotta al terrorismo nel Sahel.



