Tra giugno 2012 e aprile 2020, circa 1,6 milioni di alberi di palissandro sono stati abbattuti illegalmente in Senegal, introdotti altrettanto illegalmente in Gambia, per essere poi in larga parte spediti in Cina.
Il dato ĆØ contenuto in un rapporto dellāEnvironmental Investigation Agency (Eia), rilasciato nel 2020 e ripreso qualche giorno fa a Banjul in occasione del Forum promosso da Gambia Participates, organizzazione giovanile che si concentra sul miglioramento della trasparenza e della responsabilitĆ nel settore pubblico.
Teslima Jallow, responsabile programma di Gambia Participates, si ĆØ soffermato sui dati più rilevanti del rapporto, che ĆØ il risultato di unāindagine triennale e ha portato alla luce una serie di prove su gravi crimini forestali.
Il rapporto ha evidenziato come il traffico di palissandro tra Senegal e Gambia sia stato ampiamente controllato dal gruppo ribelle armato Mouvement des force dĆ©mocratiques de Casamance (Mfdc)e rimanga la principale fonte di reddito per i ribelli. Secondo il rapporto, vari funzionari gambiani di alto livello ā tra cui lāex ministro Lamin Dibba deceduto pochi mesi fa ā avrebbero contrastato il divieto di esportazione messo in atto dallāattuale presidente del Gambia, Adama Barrow, mentre i trafficanti avrebbero utilizzato una societĆ parastatale, Jagne Narr Procurement & Agency Services (āJagne Narrā) per aggirarlo.
Il volume delle esportazioni non contabilizzate e la potenziale perdita di entrate nel settore del legname del Gambia sono molto alte. Il commercio di palissandro Senegal-Gambia-Cina ĆØ fiorito in violazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (Cites).
Il Gambia ĆØ uno dei maggiori produttori mondiali di palissandro e il traffico di questo legno produce un giro dāaffari di circa 500 milioni di dollari, che non risultano però nei bilanci del Paese. Il rapporto dellāEia evidenzia una discrepanza tra le importazioni di legname dal Gambia dichiarate da stati come la Cina, e le esportazioni del materiale rendicontate dal paese africano. Una differenza che riguarderebbe proprio la parte del palissandro.
Al Forum hanno partecipato diverse organizzazioni ambientaliste, un comitato ristretto dellāAssemblea nazionale per lāambiente, rappresentanti del ministero dellāAmbiente e dellāautoritĆ portuale del Gambia.
Matarr Nyang, direttore esecutivo di Gambia Participates, ha ricordato lāimportanza di tenere alta lāattenzione e la partecipazioni sulle questioni dellāambiente del paese e lāaumento illegale del traffico di palissandro ĆØ, tra queste, una delle più importanti, proprio per il suo nesso con la corruzione e i movimenti ribelli.



