Somalia | Chiuse le madrase

di Enrico Casale
madrasa in somalia

Il Covid-19 non ferma solo le celebrazioni religiose e le attività della Chiesa cattolica. Anche l’Islam paga il diffondersi del virus. Il governo somalo ha ordinato la chiusura di tutte le scuole religiose o madrase nel tentativo di contenere l’epidemia. Ha inoltre esortato le persone (più del 90% dei somali è di fede islamica) a pregare da casa per le prossime due settimane invece di andare alla moschea.

Sebbene ci siano stati solo tre casi confermati di coronavirus, in Somalia la paura è grande. Il timore è che il Paese, prostrato da trent’anni di guerra civile e con le strutture sanitarie al collasso, non riesca a farcela di fronte a questa nuova minaccia. Una minaccia che è anche culturale e religiosa. I leader di al-Shabaab, milizia islamista legata ad al-Qaeda che controlla gran parte della Somalia meridionale e centrale, affermano che i contagi da Covid-19 saranno diffusi solo tra gli «infedeli» e, in particolare, tra le persone che lavorano per il governo o organizzazioni internazionali. Le ragioni della scienza si scontrano con quelle di un fanatismo fuori tempo.

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