Botswana, strage di grandi rapaci

di Enrico Casale
Avvoltoio

In Botswana, avvoltoi e aquile sono morti avvelenati mentre cercavano di mangiare la carne di di tre elefanti uccisi da bracconieri con sostanze chimiche velenose. Ad annunciarlo è il governo di Gaborone, secondo il quale le creature sono morte in un sito nel Nord del Paese. Le autorità stanno ora cercando di decontaminare l’area.

I ranger non sono entrati nei dettagli e non hanno spiegato i motivi per cui ciò possa essere accaduto. Secondo l’agenzia di stampa Afp, però, i bracconieri sono noti per colpire volutamente gli avvoltoi. Si dice, infatti, che gli avvoltoi siano i migliori alleati dei ranger del parco perché li aiutano a rintracciare i bracconieri. I cacciatori di frodo tendono quindi  a sbarazzarsi degli uccelli per evitare di essere trovati.

Negli ultimi anni, sono stati uccisi 537 grandi rapaci: 468 avvoltoi dalla schiena bianca, 28 avvoltoi incappucciati, 17 avvoltoi dalla testa bianca, 14 avvoltoi con labbro, 10 avvoltoi comuni. I ranger hanno invitato i visitatori di parchi e riserve a segnalare «eventuali attività sospette».

A maggio, il Botswana ha revocato il divieto di caccia agli elefanti, citando il crescente conflitto tra gli umani e gli animali. Sono infatti frequenti i casi in cui i pachidermi invadono le tenute agricole e distruggono i raccolti. Secondo i favorevoli alla riapertura della caccia, la restrizione dell’attività venatoria stava causando problemi ai piccoli agricoltori e a coloro che in precedenza avevano beneficiato della caccia.

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