Dal 25 settembre al 9 novembre 2025, Yeast Photo Festival trasforma il Salento nella capitale italiana della fotografia d’autore. Tra i progetti esposti, a Matino (LE) non perdetevi la mostra “War on the Nile – Fragmented Sudan”, scatti del fotoreporter premio Pulitzer Ivor Prickett. Un viaggio nel Sudan dimenticato.
C’è una guerra che non fa rumore e non trova posto nei dibattiti pubblici. Eppure è lì, nel cuore di un continente che conosce fin troppo bene la fame, la fuga, l’oblio. È il Sudan. Un paese dove, da più di due anni, si combatte una guerra feroce e dimenticata. Qui, ancor prima di Gaza, la fame è diventata un’arma, e l’infanzia un bersaglio.
A raccontare questo conflitto devastante è Ivor Prickett, fotoreporter irlandese che ha fatto del racconto delle guerre una forma di testimonianza urgente. Lo fa con “War on the Nile – Fragmented Sudan”, progetto in mostra dal 25 settembre al 9 novembre a Matino, in occasione di Yeast Photo Festival, realizzato in partnership con UNICEF Photo of the Year (anteprima internazionale) e in collaborazione con ArtWork.

Il fotoreporter, riconosciuto dal Photo of the Year, dal festival »horizonte zingst« e vincitore del Premio Pulitzer 2025 (con il team del New York Times), documenta con precisione e rigore le conseguenze del conflitto in Sudan. Le sue immagini raccontano situazioni quotidiane segnate dall’emergenza, restituendo visibilità a chi si trova al centro di una crisi umanitaria dimenticata.
C’è lo scatto di una bambina che corre con una ciotola vuota, lo sguardo fisso in avanti, i piedi scalzi nella polvere. Altri bambini la seguono, corrono anche loro, come se dietro la fotocamera ci fosse un pasto, un abbraccio, un’uscita di sicurezza. C’è un’altra, più piccola, che sorride mentre le infilano un ago nel braccio: un sorriso che è quasi una richiesta di normalità, in mezzo al dolore. Poi c’è un ragazzo magrissimo, che mangia lentamente con accanto la madre. Due corpi fermi, due vite in bilico.

Quel ragazzo si chiama Hasan Adam. Dopo essere stato colpito allo stomaco e ricoverato in ospedale, era diventato gravemente malnutrito. Quando è arrivato il pasto della sera, con voce bassa ha chiesto al fotografo di avvicinarsi e di mangiare con lui. “Era a malapena in vita, eppure voleva condividere quel poco che aveva”, racconta Prickett. “Un gesto semplice, ma profondamente toccante. Un simbolo di quanto le persone in Sudan, anche in mezzo a tutto questo, restino forti e umane.”


Dal 2023, il Sudan vive una guerra civile a causa della quale oltre 24,6 milioni di persone affrontano un’insicurezza alimentare acuta e 638.000 si trovano già in condizioni catastrofiche, il numero più alto al mondo secondo il World Food Programme. Le milizie utilizzano infatti la fame come strategia militare saccheggiando le fattorie, rubando il bestiame e controllando le fonti d’acqua vitali e compiendo violenze contro i civili.

War on The Nile è un racconto che colma il vuoto mediatico, che rende visibile una guerra rimasta invisibile allo sguardo del mondo. “Eravamo consapevoli – continua Prickett in una recente intervista – del peso che avevamo sulle spalle: pochissimi erano riusciti ad entrare, e quasi nessuno raccontava cosa stava accadendo. Nessuno ha provato a fermare il conflitto. Solo in molti hanno continuato ad alimentarlo.” UNICEF continua a lavorare sul campo, fornendo assistenza medica, acqua pulita e cibo terapeutico.


Yeast Photo Festival sempre più diffuso e internazionale
Yeast Photo Festival (25 settembre al 9 novembre) consolida la sua vocazione di festival diffuso, estendendo la propria presenza oltre le sedi storiche di Matino, Lecce, Castrignano de’ Greci e Le Stanzíe per approdare a Gallipoli e Galatina, città simbolo del patrimonio storico e culturale del Salento. Giunto quest’anno alla sua quarta edizione, il festival consolida anche la propria dimensione internazionale attraverso le partnership strategiche con Fotofestival »horizonte zingst (Germania) e Fotofestival Lenzburg (Svizzera), due importanti realtà del circuito europeo della fotografia contemporanea. Collaborazioni che confermano Yeast come punto di riferimento nel panorama dei festival fotografici continentali, capace di attrarre artisti e curatori di livello mondiale.
Il programma presenta fotografi internazionali in un percorso espositivo che attraversa palazzi storici, chiese sconsacrate e spazi urbani rigenerati, sotto il tema “Never Enough”, esplorando l’eccesso e il paradosso di cibo che caratterizzano l’epoca contemporanea.
“La quarta edizione di Yeast Photo Festival – spiega la Direttrice artistica Edda Fahrenhorst – esplora il contrasto tra l’abbondanza che riempie le nostre tavole e la scarsità che affligge molti. Da un lato, viviamo in un mondo in cui ogni desiderio gastronomico può essere soddisfatto quasi all’istante; dall’altro, questa stessa opulenza nasconde un costo che grava sull’ambiente e su chi, vicino o lontano, fatica a procurarsi il necessario per sopravvivere”.
Un festival sostenibile
Sostenibilità e attenzione all’impatto della manifestazione sull’ambiente sono da sempre nel DNA di Yeast Photo Festival. Gli allestimenti utilizzano materiali riciclati e scarti di magazzino, con un approccio improntato al riuso creativo. In questa edizione metà delle strutture e installazioni utilizzate arrivano dalla passate edizioni e sono state revisionate usando vernici certificate all’acqua. Le strutture continueranno a vivere anche nelle prossime edizioni, promuovendo la continuità e la riduzione degli sprechi.
Biografia
Ivor Prickett (1983) è un fotografo che ha documentato i principali conflitti contemporanei, tra cui le guerre in Iraq e Siria e le rivolte della Primavera Araba. Ha lavorato per mesi per The New York Times sulla guerra in Ucraina. Premiato a livello internazionale, le sue foto sono state esposte al Victoria and Albert Museum di Londra. Collabora inoltre con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).



