Uganda – Chiesa contro la pubblicità che esalta le donne curvy

di Enrico Casale
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«Winston Churchill disse che l’Uganda è la perla dell’Africa e come cattolici, siamo abituati a cantare che il nostro Paese è la perla dell’Africa. Ma l’Uganda non è riuscita a trovare nulla di meglio da mostrare ai turisti che le nostre mogli, le nostre madri e le nostre ragazze come attrazioni turistiche», ha affermato padre Gaetano Batanyenda, sacerdote cattolico ugandese, nel prendere posizione sul concorso di bellezza «Miss Curvy Uganda», lanciato il 5 febbraio, dal Ministro del Turismo, Godfrey Kiwanda, nell’ambito del programma promozionale «Tulambule» («Let’s tour») per attirare visitatori stranieri. La vincitrice sarà proclamata a giugno.

«Abbiamo donne dotate di doti naturali che sono straordinarie da guardare. Perché non usiamo queste persone come strategia per promuovere il nostro turismo?», ha detto Kiwanda nel presentare l’iniziativa che ha però subito suscitato le proteste di associazioni femminili e dei leader e rappresentanti delle diverse fedi religiose dell’Uganda.

Tra questi c’è padre Batanyenda, che in una conferenza stampa non ha usato mezzi termini per denunciare l’iniziativa del Ministro del Turismo, da lui definito «Discepolo di Satana». Il sacerdote si è detto inoltre preoccupato dal fatto che le donne potrebbero consultare stregoni locali per vincere il concorso e sull’incremento del turismo sessuale e della prostituzione.

Anche l’Arcivescovo anglicano Stanley Ntagali ha denunciato il concorso definendolo «disgustoso», mentre l’imprenditrice a attivista Primrose Nyonyozi Murungi ha lanciato una petizione online per fermare il concorso, affermando che è una cosa «totalmente inaccettabile e umiliante» per le donne del Paese.

«In Uganda le donne sono aggredite in strada. Quello che succede ora è che il governo sta confermando uno stereotipo secondo cui le donne sono oggetti sessuali e possono essere molestate senza problemi, ed anzi sono una risorsa da sfruttare per incrementare il turismo», ha detto ricordando la piaga delle aggressioni sessuali e del gran numero di omicidi di donne commessi negli ultimi mesi in Uganda.

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