Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso «profonda preoccupazione» per le notizie di un significativo dispiegamento di rinforzi militari delle Forze di supporto rapido (Rsf) attorno a El Obeid, capoluogo dello Stato sudanese del Kordofan Settentrionale, avvertendo del rischio imminente di nuove atrocità contro i civili.
In una dichiarazione diffusa nel fine settimana, i membri del Consiglio hanno chiesto alle Rsf di interrompere immediatamente la loro offensiva, sottolineando i pericoli per i civili di un attacco di terra contro la città. Secondo l’organismo Onu, una nuova escalation rischierebbe di aggravare ulteriormente la crisi umanitaria che colpisce gli Stati del Kordofan. Il Consiglio ha inoltre invitato tutte le parti in conflitto a garantire la protezione dei civili e a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario, richiamando gli impegni assunti nell’ambito della Dichiarazione di Gedda.
I membri del Consiglio si sono detti particolarmente allarmati anche dall’aumento degli attacchi con droni registrati nelle ultime settimane e hanno ribadito la necessità che i responsabili di violazioni e abusi siano chiamati a risponderne.
Nella dichiarazione viene inoltre sottolineata l’importanza di assicurare un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli alle popolazioni colpite dal conflitto. Il Consiglio ha esortato gli Stati stranieri a non interferire nella guerra sudanese e ha condannato il tentativo delle Rsf di creare una «autorità governativa parallela» nelle aree sotto il loro controllo.
Il Sudan è precipitato nella guerra nell’aprile 2023, quando sono scoppiati combattimenti tra l’esercito regolare e le Rsf sul processo di integrazione della forza paramilitare nelle Forze armate. Il conflitto ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, causando decine di migliaia di morti e quasi 13 milioni di sfollati.



