Sudan – Agenti fermano e rilasciano giornalista italiana

di Enrico Casale
Antonella Napoli

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha confermato che «la giornalista Antonella Napoli, fermata in Sudan dalle Autorità locali, è stata rilasciata». «Il Ministro Moavero aveva dato istruzioni all’Ambasciata d’Italia a Khartoum di attivarsi immediatamente in raccordo con la Farnesina. È stato dunque preso formale contatto con le Autorità locali allo scopo di avere tutte le necessarie informazioni e di ottenere il rilascio della giornalista italiana nei tempi più rapidi», informa la nota della Farnesina.

La Napoli, giornalista e dirigente dell’associazione di Articolo 21 e fondatrice dell’onlus Italians for Darfur, era stata fermata «da persone qualificatisi come agenti di polizia» a Khartoum, dove stava seguendo le proteste in corso nel Paese. Lo ha reso noto in precedenza il presidente di Amnesty International Italia, Riccardo Noury. «Mi ha mandato un messaggio dicendomi che era stata fermata da persone qualificatesi come agenti di polizia. Poi si sono interrotte le comunicazioni», ha raccontato Noury.

La reporter – secondo le prime indiscrezioni – sarebbe stata fermata perché avrebbe scattato foto a «obiettivi sensibili». «La liberazione della giornalista Antonella Napoli è davvero una bella notizia», scrivono in una nota congiunta Fnsi, articolo 21, Ordine dei giornalisti, Usigrai, Amnesty. «Ci sembra doveroso ringraziare il ministro Moavero, L’Unità di crisi della Farnesina, la rappresentanza diplomatica italiana in Sudan e quanti, a cominciare da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, hanno si sono immediatamente attivati per «illuminare» la vicenda e individuare una soluzione. Ora attendiamo il rientro in Italia di Antonella Napoli per continuare nel comune impegno contro i bavagli e le censure di ogni natura e colore, sempre, comunque e dovunque».

Dopo due giorni di detenzione, è stato rilasciato anche un famoso giornalista sudanese critico del governo è stato rilasciato dalle agenzie di intelligence.

Faisal Mohammed Salih era stato fermato dai funzionari del Niss il 3 gennaio, pur non essendoci motivi concreti per trattenerlo. Ma, secondo alcuni osservatori, gli agenti dell’intelligence hanno adottato tattiche di intimidazione perché incapaci di controllare i manifestanti.

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