L’esercito sudanese ha completato il secondo lancio aereo in dieci giorni a favore della propria guarnigione assediata nella città di El Fasher, nel Darfur settentrionale, rifornendo le truppe mentre si intensifica l’accerchiamento imposto dalle Forze di supporto rapido (Rsf). Secondo testimoni citati dal portale Sudan Tribune, due aerei cargo Antonov sono stati avvistati nelle prime ore del giorno mentre sorvolavano ad alta quota la zona controllata dall’esercito, dove hanno sganciato rifornimenti di munizioni, viveri e medicinali. Le fonti hanno precisato che le due operazioni, avvenute a distanza di circa due ore l’una dall’altra, non sarebbero state intercettate dalle difese aeree delle Rsf.
L’operazione è seguita a violenti combattimenti di lunedì, quando le Rsf hanno brevemente raggiunto il quartier generale dell’esercito prima di essere respinte dalle forze regolari e dai loro alleati locali.
La Saf aveva sospeso per mesi i voli di rifornimento verso El Fasher dopo che, in aprile, un proprio jet da combattimento era stato abbattuto sopra la città. Il primo lancio aereo dopo quell’episodio era stato effettuato il 29 settembre. Secondo Sudan Tribune, quell’operazione era stata preceduta da intensi attacchi con droni dell’esercito contro le posizioni delle Rsf a est di El Fasher, dove – secondo fonti di sicurezza – il gruppo paramilitare avrebbe installato sistemi di difesa aerea avanzati, presumibilmente gestiti da mercenari colombiani.
Le Rsf assediano El Fasher, ultimo bastione dell’esercito nella regione del Darfur, dall’aprile 2024. Il blocco ha impedito l’ingresso di generi alimentari e aiuti umanitari, provocando gravi carenze e un forte aumento dei prezzi per la popolazione civile. Negli ultimi mesi le Rsf hanno intensificato gli attacchi, consolidando il controllo del territorio e stringendo ulteriormente l’accerchiamento delle postazioni militari.



