• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (2/2026)
    • ANTEPRIMA (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • FESTA 100 afriche
  • Arabo in tasca

Edizione del 03/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Cerca per

"somalia"

    caschi blu
    QUADERNI AFRICANI

    Le missioni di peacekeeping in Africa e il caso della Rd Congo

    di claudia 17 Settembre 2022
    Scritto da claudia

    Di Carol Simonetti – Centro studi AMIStaDeS

    Le missioni di peacekeeping, o mantenimento della pace, sono disposte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) con l’obiettivo di aiutare i Paesi colpiti da conflitti a creare le condizioni per una pacificazione stabile e duratura. Sono rese possibili grazie al lavoro dei peacekeeper, più comunemente conosciuti come “caschi blu”, ovvero soldati e ufficiali di polizia messi a disposizione dagli Stati membri dell’ONU e personale civile ad hoc. Attualmente l’Africa è sede di sei delle dodici missioni delle Nazioni Unite, ma non sempre le cose sono andate come la popolazione avrebbe voluto. Emblematico il caso della Repubblica Democratica del Congo.

    Le operazioni di peacekeeping risultano essere uno degli strumenti più efficaci nell’aiutare i Paesi a percorrere il difficile percorso transitorio dal conflitto alla pace. Infatti, sono attualmente chiamate non solo a mantenere la pace e la sicurezza, ma anche a facilitare i processi politici, costituzionali ed elettorali, a proteggere i civili e ad assistere al disarmo e al reinserimento degli ex combattenti. Il successo delle missioni non è mai garantito poiché le operazioni si svolgono negli ambienti più fisicamente e politicamente difficili. Il continente è stato teatro del maggior numero di missioni dispiegate, non sempre però le cose sono andate come la popolazione auspicava, come nel caso della Repubblica Democratica del Congo.

    Peacekeeping in Africa: sfide e criticità

    Dall’inizio degli anni ‘90, le operazioni di peacekeeping sono state in gran parte rivolte all’Africa, che vedeva il personale provenire dalle più svariate parti del mondo. Con l’arrivo del nuovo millennio, le maggiori potenze hanno deciso di investire nella costruzione di capacità in loco, per far sì che il continente si assumesse maggiori responsabilità nella gestione dei conflitti interni. Grazie alle notevoli capacità che l’Africa ha sviluppato negli ultimi venti anni, attualmente gli africani costituiscono la percentuale più ampia del personale civile, militare e di polizia delle operazioni di pace delle Nazioni Unite.
    Molte delle missioni completate in tutta l’Africa dal 1960 hanno prodotto risultati duraturi. Attualmente è sede di sei delle dodici missioni ONU, comprese le quattro più complesse (Mali, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan). Il continente ha assistito anche fino a 25 operazioni di mantenimento della pace dispiegate allo stesso tempo. Il fatto che ad oggi ne siano presenti sei significa che, sebbene queste missioni abbiano molte sfide, rimangono un importante strumento di pace e stabilità territoriale.

    Circa la metà delle attuali operazioni di peacekeeping sono missioni di monitoraggio del cessate il fuoco, mentre le altre sono incentrate nella ricostruzione dello Stato in seguito a guerre civili. Le missioni attuali più complesse sono definite missioni di “stabilizzazione”, le quali affrontano le sfide più disparate, dalle transizioni politiche non democratiche, ai problemi legati ai terroristi e alle reti illecite. Ad ogni modo, continuano quotidianamente a salvare vite e a prevenire la diffusione della violenza.
    I problemi affrontati dalle missioni in Africa rispecchiano in larga misura quelli delle operazioni di mantenimento della pace in tutto il mondo. Ci sono diverse difficoltà nel fronteggiare efficacemente i conflitti e le complesse emergenze, nonché la tremenda sfida della natura del compito, il quale richiede personale adeguato ed equipaggiamento apposito. Tuttavia, c’è spesso una grande discrepanza tra la quantità delle risorse di cui l’ONU ha bisogno e quella effettivamente fornita dai paesi. Non solo il continente comprende la metà dei paesi in cui operano i caschi blu, ma rappresenta anche circa l’80% del budget totale assegnato alle operazioni di peacekeeping.

    Le società postbelliche mancano di istituzioni di governo, affrontano problemi di sicurezza e sfide di sviluppo. Spesso i conflitti rimangono in stallo fino alla fine della missione e poi si riaccendono, poiché a volte sono i cittadini stessi o determinate fazioni che si oppongono al mantenimento della pace oppure leader che hanno interesse a continuare il conflitto. Nell’ultimo decennio l’Africa ha assistito ad un proliferare di sanguinari signori della guerra, che minacciano la popolazione locale e si dedicano al commercio illegale sfruttando le risorse economiche dei paesi, come spesso avviene nella Repubblica Democratica del Congo. A causa dei grandi vantaggi che traggono dalle situazioni di disordine, questi non hanno alcun interesse ad essere parte integrante dei processi di pace. Non si è ancora giunti ad un accordo a livello regionale circa una strategia comune da adottare. La divergenza dei programmi politici della maggior parte degli Stati africani porta, come nel caso del Congo, a serie difficoltà nel trovare soluzioni sinergiche tra le potenze regionali atte a promuovere un processo efficace di risoluzione dei conflitti.

    Il più grave attacco all'Onu in Congo

    In passato le operazioni di peacekeeping sono state per la maggior parte tentativi di separare gli avversari in guerra e vigilare sul rispetto del cessate il fuoco, pertanto era essenziale il coinvolgimento di tutti gli attori. Negli ultimi anni non sempre è stato facile agire con il consenso delle parti coinvolte e questo ha portato ad alcuni conflitti concettuali riguardo le operazioni di peacekeeping. Inoltre, l’imposizione della pace mette inevitabilmente in discussione il ruolo delle potenze occidentali e i metodi di attuazione dei propri programmi. Per queste ragioni, spesso i paesi in via di sviluppo tendono a guardare con sospetto alle operazioni di peacekeeping e considerarle un mezzo dell’interventismo occidentale.

    Il mantenimento della pace è sempre stato un processo molto dinamico e in evoluzione, in grado di accogliere costantemente nuove sfide. Spesso, le missioni nel continente africano sono state criticate per un’ampia gamma di problemi, tra cui la cattiva gestione, il mancato intervento di difesa ai civili in caso di minaccia, le violazioni dei diritti da parte delle forze di pace e i problemi finanziari.

    Persiste un acceso dibattito su come rendere queste missioni più efficaci, ad esempio tenendo conto delle iniziative non ONU che operano in zone dell’Africa colpite da conflitti, come quelle sotto gli auspici dell’Unione africana, dell’Unione europea e di altri blocchi regionali. Spesso, però, bisogna anche riflettere sulla fattibilità del mandato. Quanto è realistico chiedere di proteggere i civili nella Repubblica Democratica del Congo, data la geografia, le difficoltà di muoversi su quel terreno e, soprattutto, in assenza di un rapporto produttivo con le autorità locali? Di certo, riuscire ad avere lo Stato ospitante dalla propria parte è fondamentale per realizzare un vero processo di pace e una strategia politica.

    Gli esperti differiscono su come misurare il successo. In generale, si ritiene che le missioni abbiano avuto risultati contrastanti in Africa. Sebbene ci siano alcune missioni considerate di grande successo come quelle in Costa d’Avorio, Liberia e Sierra Leone, si sono verificati anche fallimenti, come gli emblematici casi di Ruanda e Somalia.

    Il caso del Congo

    La presenza dell’ONU nella Repubblica Democratica del Congo inizia nel 1999 con una missione di osservazione MONUC, che aveva il compito di monitorare l’implementazione dell’accordo di Lusaka, che poneva fine alla seconda guerra del Congo. Dal 2010 la missione MONUC è diventata MONUSCO, istituita con la Risoluzione 1925 del Consiglio di sicurezza dell’ONU per svolgere un nuovo mandato: proteggere i civili e supportare il governo congolese nei suoi sforzi di consolidamento della pace e stabilizzazione del paese. La missione conta di circa 17.500 operativi, di cui oltre dodicimila truppe, provenienti soprattutto da Pakistan, India e Bangladesh, e quasi tremila civili. Inoltre, dopo aver assistito all’ennesima città del Congo caduta nelle mani dei ribelli con saccheggi e violenze contro la popolazione, nel 2014 le Nazioni Unite hanno autorizzato la creazione di una Intervention Brigade, una forza di intervento rapido che, al fine di neutralizzare i gruppi armati e ridurne la minaccia, può fare cose impensabili negli altri continenti, come prendere iniziativa in azioni di attacco o bombardare con aerei. Alla brigata risulta però difficile occuparsi di un terreno così vasto con luoghi difficilmente raggiungibili, per questo si coordina con l’esercito congolese che spesso ne suggerisce i bersagli. Sebbene il Consiglio di sicurezza continui a sostenere che le moderne missioni di mantenimento della pace operino esclusivamente a livello tattico, alcuni esperti concordano che i caschi blu si occupano anche del piano strategico, avvicinandosi sia alle missioni di antiterrorismo guidate dall’ONU che a quelle di applicazione della pace.

    Attualmente in tutto il Paese è presente un più che evidente clima di sentimento anti-ONU. Il contingente internazionale è accusato di essere inefficace nella lotta ai numerosi gruppi armati locali e stranieri che destabilizzano il paese da decine di anni, nonostante la missione sia dispiegata da più di due decenni e costi più di 1 miliardo di dollari l’anno. In particolare, sono state numerosissime le manifestazioni violente che dallo scorso 25 luglio hanno inondato le forze di pace. Queste sono accusate di non essere in grado di proteggere la popolazione e, inoltre, di usare la forza letale per rappresaglia durante le recenti proteste nelle città orientali di Beni, Butembo e Goma, che hanno visto centinaia di manifestanti invadere, vandalizzare e dare fuoco a vari edifici della missione nella regione orientale di Nord Kivu. Si ricorda che proprio in questa regione, nel febbraio 2021, persero la vita l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, morti durante uno spostamento organizzato dalle Nazioni Unite in un’area che da anni è al centro di violenti scontri tra gruppi armati ed è ritenuta la più pericolosa del Congo.

    I manifestanti richiedono il ritiro delle forze ONU, accusate di non essere in grado di proteggere la popolazione e contrastare i gruppi armati attivi nel Paese. Le violente proteste susseguitesi durante tutta l’estate hanno portato all’uccisione di dozzine di persone, tra civili, forze di pace e polizia congolese e centinaia di feriti. La situazione è peggiorata quando, il 31 luglio, alcuni soldati della missione di ritorno dall’Uganda hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili e uomini in uniforme nella città frontaliera di Kasindi, poiché veniva impedito al convoglio di attraversare la frontiera e rientrare nel Paese. Secondo le autorità locali, due civili sarebbero stati uccisi dai colpi dalle forze ONU e i feriti sarebbero stati una decina. Così ad agosto, in seguito all’aggravarsi delle relazioni tra le forze di pace e la popolazione, in particolare quella del Nord Kivu, il governo ha espulso dal Paese il portavoce della missione, Mathias Gillmann, accusandolo di dichiarazioni “indelicate e inappropriate” che hanno contribuito alle tensioni tra la popolazione e le forze di pace e ostacolano il clima di reciproca fiducia e serenità indispensabile tra le istituzioni congolesi e la MONUSCO.

    La Missione ONU nella Repubblica Democratica del Congo concluderà il suo mandato entro il 30 giugno 2024. La società civile chiede di potere avere voce in capitolo nell’attuazione del Piano di Transizione che porterà entro quella data al ritiro completo dei caschi blu. A tal fine è stata creata una commissione ad hoc per esporre le azioni che hanno avuto successo ed apportare suggerimenti, delineando gli scenari futuri al fine di prevenire eventuali problemi dopo la partenza delle forze. Intanto le proteste continuano.

    Fonti
    https://www.un.org/en/our-work/maintain-international-peace-and-security
    https://www.cfr.org/backgrounder/role-peacekeeping-africa
    https://www.accord.org.za/conflict-trends/contributing-to-africas-peacekeeping-capacity/
    https://peacekeeping.un.org/en/what-is-peacekeeping
    https://peacekeeping.un.org/en/mission/monusco
    https://www.unimondo.org/Notizie/Rdc-futuro-incerto-per-la-missione-Onu-230785
    https://www.africa-express.info/2022/08/01/massacro-di-civili-in-congo-k-i-caschi-blu-aprono-il-fuoco-a-un-posto-di-frontiera-con-luganda/
    https://it.euronews.com/2022/07/26/proteste-nel-congo-contro-lonu-15-morti

    Condividi
    17 Settembre 2022 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Rimpatriati più di quaranta etiopi dallo Zambia

    di claudia 17 Settembre 2022
    17 Settembre 2022

    Le autorità per l’immigrazione in Zambia hanno espulso 44 migranti irregolari e li hanno ricondotti in Etiopia. Lo ha detto ai media zambiani, Namati Nshinka, l’addetto alle pubbliche relazioni del …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Bambini arruolati nei conflitti, una piaga ancora attuale

    di claudia 10 Settembre 2022
    10 Settembre 2022

    di Luciano Bertozzi Sono numeri impressionanti quelli che coinvolgono la piaga dei bambini soldato, fenomeno ancora attuale e che tocca varie parti del mondo, Africa compresa. Secondo l’Onu, solo nella …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Mozambico: jihad al nord, “una crisi che arriva da lontano”

    di claudia 10 Settembre 2022
    10 Settembre 2022

    di Enrico Casale Affari, politica, religione, rapporti sociali: la crisi nel Nord del Mozambico mescola tanti elementi in sé. Un groviglio che ha radici lontane secondo Alessio Iocchi, ricercatore dell’Istituto …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • QUADERNI AFRICANI

    L’emergenza pirateria nelle acque del Corno d’Africa è giunta al termine?

    di claudia 10 Settembre 2022
    10 Settembre 2022

    Di Federico Pani – Centro studi AMIStaDeS Dal 1° gennaio 2023 lo spazio marittimo al largo del Corno d’Africa non sarà più definito area ad alto rischio (High Risk Area …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSNEWS

    Uccisione della suora italiana, il quadro dell’insicurezza nel Nord del Mozambico

    di claudia 7 Settembre 2022
    7 Settembre 2022

    di Massimo Zaurrini E’ chiamato il conflitto di Cabo Delgado, la crisi che dal 2017 ormai investe il Nord del Mozambico e che interessa la provincia di Cabo Delgado, appunto, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Africa Orientale: è la quinta stagione piogge consecutiva più secca

    di Valentina Milani 29 Agosto 2022
    29 Agosto 2022

    L’Icpac, Centro per la previsione e le applicazioni climatiche dell’Igad (Autorità intergovernativa per lo sviluppo) ha annunciato che le previsioni per il periodo da ottobre a dicembre mostrano alte probabilità …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Aumentano gli attacchi ai media del Somaliland

    di claudia 27 Agosto 2022
    27 Agosto 2022

    Arresti arbitrari, minacce, percosse: i giornalisti del Somaliland stanno subendo il peso di un picco di attacchi, secondo le associazioni dei media. Secondo i resoconti riportati da Voice Of Africa, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NATURA

    Carbone vegetale: un business che sta distruggendo le foreste africane

    di claudia 27 Agosto 2022
    27 Agosto 2022

    Quello del carbone vegetale è un business che dà lavoro a 40 milioni di persone, ma gli effetti per l’ambiente e per la salute sono devastanti. In Europa lo usiamo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Mogadiscio: 30 ore di assedio a un hotel, emblema delle sfide alla sicurezza

    di claudia 22 Agosto 2022
    22 Agosto 2022

    Il movimento armato al-Shabaab ha lanciato venerdì un assalto suicida coordinato all’Hotel Hayat nella capitale somala Mogadiscio; quasi 30 ore dopo è stato posto fine all’assedio più lungo contro un …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VERONATURA

    Resistere al clima

    di claudia 20 Agosto 2022
    20 Agosto 2022

    Alluvioni, siccità, invasioni di cavallette… Si moltiplicano gli allarmi dovuti al clima impazzito. Milioni di persone subiscono gli effetti devastanti di fenomeni meteo avversi, sempre più intensi e frequenti. Per …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Etiopia: esercito, “uccisi 800 Shebab in scontri al confine”

    di claudia 9 Agosto 2022
    9 Agosto 2022

    L’esercito etiope ha dichiarato di aver ucciso oltre 800 combattenti del gruppo jihadista somalo Shebab, tra cui 24 leader, in operazioni condotte negli ultimi giorni al confine sud-orientale dopo che …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • MIGRAZIONI e DIASPORE

    Sulla rotta del Mar Rosso: un crocevia di popoli, sopravvivenza e paura

    di claudia 6 Agosto 2022
    6 Agosto 2022

    di Mariachiara Boldrini Poco o nulla sappiamo di coloro che tentano la sorte dalle sponde del Mar Rosso, ma quella del Golfo di Aden è una delle rotte migratorie tra …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Africa: Onu, servizi di protezione migranti carenti

    di Valentina Milani 31 Luglio 2022
    31 Luglio 2022

    I servizi di protezione sono gravemente carenti per i rifugiati e i migranti che intraprendono viaggi dal Sahel e dal Corno d’Africa verso il Nord Africa e l’Europa, compresi i …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Etiopia, incursione contro i miliziani di al-Shabaab

    di AFRICA 25 Luglio 2022
    25 Luglio 2022

    Le autorità della regione somala dell’Etiopia hanno affermato di aver “distrutto” i combattenti del gruppo islamista al-Shabaab, che avevano lanciato un’incursione dalla Somalia. L’ufficio statale delle pubbliche relazioni, in una …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 79
  • 80
  • 81
  • 82
  • 83
  • …
  • 126

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Il libro della settimana: “Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi”

    3 Maggio 2026
  • L’Africa paga il costo dei nostri pregiudizi. Ed è salatissimo

    3 Maggio 2026
  • La Global Skill Partnership Italia-Etiopia: quali le regole del gioco?

    2 Maggio 2026
  • Liberi di raccontarsi: ecco l’Africa dei nuovi media

    2 Maggio 2026
  • Apre in Gambia un centro contro la disinformazione

    2 Maggio 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 03/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl