Proseguono le operazioni di rimpatrio dal Sudafrica di migliaia di stranieri dopo le tensioni xenofobe che nelle scrose settimane hanno causato diversi incidenti e la morte di tre persone.
Ghana, Mozambico, Nigeria e Zambia hanno già consentito a centinaia propri cittadini di rientrare in patria. A città di Città del Capo, anche molti cittadini dello zimbabwesi si sono radunati davanti al loro consolato per chiedere di essere rimpatriati, non sentendosi più al sicuro. La stessa situazione si è verificata nei pressi di Durban, su scala più ampia, con circa 10.000 malawiani che hanno abbandonato le loro abitazioni. Secondo le autorità, 5.000 persone sono già state rimpatriate ed è stato allestito un secondo sito per accogliere meglio chi è in attesa.
Il Sudafrica è da diversi mesi teatro di manifestazioni in tutto il paese che chiedono l’allontanamento degli immigrati non in regola. Alcune di queste fissano la data del 30 giugno come una sorta di ultimatum, senza alcuna base legale.
Questo mese, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha però promesso di rafforzare i controlli contro l’impiego di persone irregolari. A metà giugno, oltre 2.700 stranieri erano già stati rimpatriati volontariamente nei loro Paesi d’origine.
Nel Paese vivono oltre tre milioni di stranieri, pari al 5,1% della popolazione, secondo l’agenzia nazionale di statistica e l’ultimo censimento condotto nel 2022.



