Noire n’est pas mon métier: 16 attrici denunciano il razzismo nel cinema francese

di Matteo Merletto

Non andate bene per questo personaggio, è un avvocato!
Lei parla africano?
Per essere nera lei è veramente intelligente, meriterebbe di essere bianca!
Non abbastanza africana per un’africana…

Questi sono solo alcuni degli anedotti raccolti dall’attrice Aïssa Maïga insieme ad altre 15 attrici nere, caraibiche e afrodiscendenti (Nadège Beausson-Diagne, Mata Gabin, Maimouna Gueye, Eye Haïdara, Rachel Khan, Aïssa Maïga, Sara Martins, Marie-Philomène Nga, Sabine Pakora, Firmine Richard, Sonia Rolland, Magaajyia Silberfeld, Shirley Souagnon, Assa Sylla, Karidja Touré,France Zobda) nel libro Noire n’est pas mon métier che denuncia con il giusto mix di humor e rabbia il cinema francese, intossicato da uno sguardo sessista e razzista.

Pochi ruoli, stereotipati e mai da protagonista, stipendi più bassi, casting al limite del ridicolo, un sistema che non riesce, se non con grande lentezza, ad allinearsi alla realtà. Aïssa Maïga, che porta avanti questa riflessione da anni, riconosce l’importanza del movimento #MeToo e la conseguente liberazione della voce delle donne del mondo dello spettacolo.

Le 16 attrici saranno a Cannes per promuovere la loro battaglia, consapevoli della visibilità del Festival più glamour del mondo. Il tema della rappresentazione dei neri al cinema sarà presente alla Croisette anche grazie ad una master class di Ryan Coogler, regista di Black Panther che con i suoi incassi stellari ha distrutto il preconcetto secondo il quale un film con troppi attori neri non sia un buon investimento.

Noire n’est pas mon métier, Seuil, 17.00 € 128 pages

(Simona Cella)

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