Nigeria – L’Inec spiega il rinvio del voto. Candidati chiedono “calma”

di Marco Simoncelli

Circa dodici ore dopo il sorprendente annuncio del rinvio delle elezioni presidenziali e parlamentari nigeriane al prossimo 23 febbraio, la Commissione elettorale nazionale indipendente (Inec) ha giustificato la sua decisione affermando che sarebbe dovuti principalmente a ritardi nel trasporto dei materiali elettorali.

È stato il presidente dell’Inec a spiegare intervenendo nel pomeriggio, non prima però di essersi scusato con i nigeriani assumendosi completamente ogni responsabilità del ritardo logistico e negando ogni tipo di “interferenza politica” o “questione di sicurezza” nella decisione dell’organo.

Yakubu ha dichiarato che una serie di avvenimenti in successione avrebbe portato a un ritardo irrecuperabile a poche ore dall’apertura dei seggi. Le cattive condizioni climatiche avrebbero impedito l’arrivo dei materiali in numerose località, e gli incendi di tre antenne di connessione locali avrebbero costretto la commissione a ristampare schede elettorali e documenti.

L’Inec si è impegnata a ripreparare 120 mila seggi in tutto il paese e configurare 180 mila lettori di tessere elettorali per garantire la credibilità dello scrutinio. La vera sfida però sarà riuscire a mobilitare di nuovo 84 milioni di elettori (di cui più della metà sotto i 35 anni) particolarmente delusi. La rabbia è palpabile tra chi aveva sospeso le sue attività lavorative e commerciali o si era spostato per andare a votare nella sua zona d’origine per votare, e secondo Yemi Adamolekun, del collettivo Enough is Enough ora “sta alle autorità trasformare la collera in voto e non in violenza”.

Il rinvio di ieri aumenta infatti sensibilmente il rischio di nuove violenze e di proteste tra i sostenitori dei due principali candidati (che in totale sono ben 73), il presidente uscente Muhammadu Buhari e il suo rivale Abubakar Atiku, uomo d’affari ricchissimo ma non nuovo alla politica perché alla fine degli anni novanta è stato il vice presidente di Olusegun Obasanjo, il primo presidente democraticamente eletto.

I partiti dei due candidati, rispettivamente l’All Progressives Congress (APC) e il Peoples Democratic Party (PDP) ieri si sono prima accusati a vicenda di essere responsabili del rinvio, successivamente però i candidati hanno fatto appello alla “calma e alla pazienza” per evitare “disordini”.

A nessuno dei due schieramenti sembra esser piaciuto il rinvio e sono immediatamente iniziate a circolare ricostruzioni complottistiche sui media, specie nell’opposizione. Atiku ha detto chiaramente che il rinvio è stato deciso dal governo Buhari per far diminuire la partecipazione al voto ed evitare una sconfitta certa. Alcuni media parlano di messaggi tra National Security Adviser e il Capo di Stato, Buhari, in cui si parla di sconfitta certa e gli viene consigliato di far rinviare il voto. Ieri pomeriggio poi la coalizione d’opposizione Coalition of United Political Parties (Cupp) ha dato l’allarme affermando che Buhari avrebbe intenzione di sospendere Yakubu per sostituirlo con una sua nipote Amina Zakari, la cui nomina in seno al consiglio dell’Inec aveva già creato polemiche nei mesi scorsi.

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