Migranti – Flusso in calo nel 2018. Spagna diventa porto d’arrivo principale

di Marco Simoncelli

Nonostante il calo del numero di arrivi, il Mediterraneo resta la rotta marittima più pericolosa per i migranti con 2262 vittime registrate nel 2018, secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (UNHCR).

L’organismo delle Nazioni Unite sottolinea che c’è stato un calo rispetto all’anno precedente, durante il quale le vittime erano state 3139. In totale anche gli sbarchi sulle coste europee sono diminuiti, passando da 172 301 nel 2017 ai 114 941 dell’anno appena passato. A questi vanno però aggiunti i 6 800 migranti arrivati nelle enclavi spagnole in Nord Africa di Ceuta e Melilla, ma che no hanno attraversato il mare.

Come riporta Jeune Afrique, l’UNHCR evidenzia che in proporzione il tasso di mortalità è però aumentato nel 2018. Un anno fortemente contraddistinto dalla crisi diplomatica fra i paesi europei riguardo l’accoglienza dei rifugiati che ha coinvolto in particolare l’Italia con il suo nuovo esecutivo, il quale ha promosso un discorso fortemente anti-migratorio e ha chiuso i porti alle navi di soccorso umanitario.

La Spagna è dunque divenuta il principale porto di entrata in Europa nel 2018, con 57 215 arrivi nel 2018 contro i 22 103 del 2017. Una tendenza che potrebbe consolidarsi nel 2019, secondo l’UNHCR, visto che la Spagna ha già accolto 401 migranti nell’anno appena iniziato e l’Italia ha fatto registrare 23 371 arrivi nel 2018 rispetto ai 119 369 del 2017.

Sempre l’UNHCR ha poi rivelato gli ultimi dati riguardo le nazioni di provenienza dei migranti. La Guinea è il primo paese d’origine con 13 068 persone seguita dal Marocco (12 745) e dal Mali (10 347). Al quarto posto c’è la Siria seguita da l’Afghanistan e l’Iraq.

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