Camerun – Giurista anglofono Dion Ngute nominato Premier

di Marco Simoncelli

Il Presidente camerunese, Paul Biya, ha nominato ieri Joseph Dion Ngute, giurista anglofono di 64, come Primo Ministro sostituendo così Philémon Yang, anche lui originario delle regioni anglofone che aveva battuto ogni record di longevità in quella posizione ricoprendola per nove anni.

La nomina arriva tre mesi dopo la rielezione per un settimo mandato consecutivo di Biya alla guida del Camerun, paese che continua ad affrontare diversi fronti di crisi in particolare nelle regioni anglofone, sferzate dalle violenze dei separatisti dell’Ambazonia e nell’estremo Nord, dove gli estremisti islamici nigeriani Boko Haram continuano a colpire.

Come riportato da africanews, subito dopo la comunicazione della nomina divulgata tramite la radio nazionale, è stato annunciato anche un rimpasto di governo con un secondo decreto presidenziale. Rimpasto che riguarda 15 ministro su un totale di 60. Sono rimasti immutati i dicasteri principali: difesa economia e giustizia.

Dal 1992 i premier camerunesi sono sempre stati originari delle regioni anglofone del paese. Dion Ngute è originario della regione del Sud-Ovest e fino ad oggi è stato Ministro incaricato degli affari della Presidenza. Di sicuro questa nomina non sembra aiutare ad allentare la tensione con i separatisti armati delle regioni anglofone. Nemmeno die giorni fa proprio la residenza di Dion Ngute nel suo villaggio natio Ekondo-Titi, è stata data alle fiamme. Un incendio che è stato attribuito proprio ai separatisti.

Nelle regioni interessate la situazione è ormai di fatto una guerra civile. Scontri tra soldati schierati in grande numero e separatisti, raggruppati in gruppi sparsi nella foresta equatoriale, si sono verificati molto regolarmente, l’ultimo significativo a fine dicembre. Più di 200 membri delle forze armate e di sicurezza camerunesi hanno perso la vita nel conflitto, oltre a più di 500 civili, secondo l’International Crisis Group. Il conflitto ha già costretto più di 437.000 persone a fuggire dalle loro case in queste aree, secondo le Nazioni Unite. Per motivi di pacificazione, il presidente camerunese Paul Biya ha deciso lo scorso mese di ritirare le accuse a 289 prigionieri della regione anglofona, ma per molti osservatori questa misura non sarà sufficiente per porre fine al conflitto.

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