Madagascar: siccità allarmante nel Grande Sud

di Valentina Milani
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In Madagascar, da novembre a gennaio, la regione del Grande Sud è stata colpita dalla più grave siccità dal 1981. Secondo l’ultimo bollettino dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari e delle Nazioni Unite (Ocha) circa 1,5 milioni di persone, la metà della popolazione di questa zona del Paese, hanno bisogno di assistenza alimentare di emergenza.

Gli scarsi raccolti degli ultimi tre anni e la quasi assenza di precipitazioni da novembre a gennaio, il periodo in cui si semina, hanno fatto sprofondare le popolazioni agro-pastorali dell’estremo sud in una persistente crisi alimentare.

La valutazione condotta, tra gli altri, dal Programma alimentare mondiale (Wfp) e dal Ministero dell’agricoltura malgascio, evidenzia il 60% di perdite di raccolto per questo aprile rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Patate dolci, manioca e mais non crescono più“, spiega a Rfi Tsimiantoha, un agricoltore e pastore di 50 anni di Fenoaivo, nel distretto di Amboasary Sud. “Abbiamo cercato di coltivare sperando nella pioggia. Quando abbiamo visto che il cielo era scuro, abbiamo seminato ma non ha funzionato. Ora non abbiamo nemmeno i semi. Ho venduto tutto quello che avevo. Tutto quello che ci rimane è una pentola con un buco per cucinare. Non ho più zebù, capre o pecore. Abbiamo venduto tutto per poter sfamare i bambini. “

Come precisa Rfi, anche se alcune piogge sono cadute in alcune zone del Grande Sud a febbraio e marzo, la situazione rimane incerta, ha detto il capo dell’ufficio del Wfp nella regione, Theodore Mbainaissem. “Dopo quattro o cinque giorni di pioggia, la tempesta di sabbia ritorna, quindi è davvero un circolo vizioso”, ha affermato precisando anche che la popolazione deve fare i conti con l’alto costo e la scarsità di semi, oltre ala presenza insetti nocivi come grilli e vermi.” Sono necessari tre mesi di piogge regolari per sperare in un raccolto a luglio” ha spiegato a Rfi Mbainaissem.

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