Kenya, a Nairobi la scuola torna inclusiva

di Marco Trovato

Nelle periferie di Nairobi e nella contea di Kajiado, il progetto italiano NICE riporta a scuola bambini di strada e minori con disabilità, ricostruendo legami familiari e comunitari. Promosso da Amani for Africa con partner locali e sostenuto dalla cooperazione italiana, coinvolge dieci scuole e centinaia di beneficiari, trasformando l’istruzione in uno spazio davvero inclusivo. Oggi a Milano una serata per illustrare il progetto con testimonianze e un documentario: imperdibile

di Fabrizio Floris

Ci sono bambini che al mattino non entrano in classe, ma cercano riparo. Bambini che, invece di aprire un quaderno, attraversano strade polverose e mercati, nelle periferie segnate dalla povertà. Bambini che convivono con una disabilità e con il peso dell’isolamento. Per loro la scuola non è un gesto scontato, ma una conquista possibile.

In Kenya, tra le periferie di Nairobi e la contea di Kajiado, il progetto NICE – Need for Inclusive Children Education nasce proprio da qui: restituire ai minori più vulnerabili il diritto allo studio, una rete familiare e un posto nella comunità. L’iniziativa, sostenuta dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e attiva tra il 2023 e il 2025, è promossa da Amani for Africa insieme a Koinonia Community, EducAid e Cittadinanza Onlus.

Stasera, sabato 18 aprile, alle 18.15, si terrà un grande evento (Spazio EVENT – Comunità Nuova, via Luigi Mengoni 3) aperto al pubblico per illustrare il progetto anche con un video-documentario firmato da Francesco Cavalli e Alex Rocca. A seguire rinfresco

La pandemia ha lasciato ferite profonde. La lunga chiusura delle scuole ha spinto molti ragazzi fuori dai percorsi educativi: alcuni sono finiti per strada, altri sono rimasti intrappolati in contesti familiari fragili, mentre i bambini con disabilità hanno visto crescere isolamento e solitudine. Quando la scuola scompare, non viene meno soltanto l’istruzione: si spezza un presidio di protezione, un luogo di relazione, talvolta l’unico spazio stabile della giornata. Tornare in classe significa molto più che studiare: significa ricominciare.

Uno dei pilastri del programma è il lavoro di Koinonia Community, impegnata nel recupero dei minori che vivono in strada. Accoglienza, accompagnamento educativo, ricostruzione dei legami familiari e reinserimento in contesti sicuri: un percorso paziente che punta a restituire stabilità e fiducia. L’obiettivo è raggiungere 250 bambini, accompagnandoli verso una nuova appartenenza familiare e scolastica.

Parallelamente, Cittadinanza Onlus sostiene 500 bambini con disabilità e le loro famiglie, spesso lasciate sole di fronte a bisogni complessi. Accesso ai servizi, orientamento e supporto relazionale diventano strumenti per trasformare la fragilità in una risorsa condivisa.

Ma riportare un bambino tra i banchi non basta, se la scuola non è pronta ad accoglierlo. Per questo EducAid lavora con dirigenti scolastici, insegnanti e operatori pubblici per costruire ambienti educativi inclusivi, dove la differenza diventa valore. Le attività coinvolgono dieci scuole nelle aree di Kibra, Dagoretti e Kajiado North, territori dove la povertà economica si intreccia con quella educativa. Qui la scuola torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: una casa del futuro.

Il valore di NICE non sta solo nei numeri, ma nel metodo: fare rete tra realtà locali e organizzazioni internazionali, coinvolgere le istituzioni, costruire competenze durature e rafforzare le comunità. È la cooperazione quando funziona davvero: non sostituirsi, ma accompagnare; non creare dipendenza, ma autonomia.

Ogni bambino che torna a scuola sottrae qualcosa alla strada, alla rassegnazione, all’indifferenza. E consegna a tutti una domanda essenziale: quale mondo vogliamo costruire? In un tempo dominato da guerre e crisi, esperienze come questa ricordano che esiste anche un’altra cooperazione: silenziosa, quotidiana, capace di cambiare le vite una alla volta.

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