Kampala, morti e feriti in seguito all’ennesimo arresto di Bobi Wine

di Valentina Milani
scontri a kampala
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Almeno tre persone sono state uccise e 34 ferite ieri, mercoledì 18 novembre, a Kampala, nel corso di violente proteste scoppiate in seguito all’ennesimo arresto di Robert Kyagulanyi che, noto come Bobi Wine, è candidato dell’opposizione per le prossime elezioni presidenziali in Uganda. Lo riferisce il portavoce della polizia Fred Enanga.

Il numero delle vittime potrebbe però salire. Secondo la Croce Rossa ugandese, almeno 11 persone sono state raggiunte e ferite da colpi di armi da fuoco.

Secondo quanto riportano i media locali, sono stati appiccati degli incendi in diversi quartieri, dove le forze di sicurezza sono intervenute brutalmente per reprimere la protesta, dando inizio a violenti scontri. La stampa ugandese afferma che “molte persone” sono state uccise a colpi di arma da fuoco dalle forze di sicurezza, mentre il giornalista ugandese Mujuni Raymon dice su Twitter che la polizia ha confiscato la telecamera di un operatore dell’emittente Ntv Uganda che stava filmando le proteste nel centro della capitale ugandese.

Il candidato della National Unity Platform (Nup) che sfida Museveni era stato arrestato a Luuka, nell’est del Paese, dove era in programma un suo comizio autorizzato dalla Commissione elettorale. Secondo la polizia, Wine non avrebbe rispettato le linee guida diffuse dalla Commissione elettorale e dal ministero della Salute.  In solidarietà con i loro colleghi, Mugisha Muntu e Henry Tumukunde hanno sospeso le loro campagne elettorali.

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