«Kaduna, castrazione chimica inaccettabile»

di Enrico Casale
violenza sessuale Nigeria
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Michelle Bachelet, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha condannato la legge approvata nello Stato di Kaduna (Nigeria) che ha introdotto pene severe per gli stupratori.

La legge prevede che gli uomini condannati per aver violentato un bambino o una bambina di età inferiore ai 14 anni dovrebbero essere castrati chirurgicamente e poi avviati alla pena di morte. Le donne adulte condannate per aver violentato un bambino o una bambina dovranno invece affrontare la salpingectomia (cioè rimozione delle tube di Falloppio) e la morte.

«Sanzioni come la castrazione chirurgica e la salpingectomia bilaterale – ha detto Michelle Bachelet – non scoraggeranno, in alcun modo, le violenze sessuali. Non solo ma, alla luce del diritto internazionale, la castrazione chirurgica e la salpingectomia si possono configurare come torture o almeno come punizioni crudeli, inumane o degradanti».

Negli ultimi mesi, nella federazione nigeriana si è assistito a una crescente malcontento per la sostanziale impunità degli autori di violenza sessuale. Kaduna è l’unico stato nigeriano che ha approvato disposizioni così severe sullo stupro.

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