Il viaggio di Yao, dal 4 aprile nelle sale

di Matteo Merletto
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Omar Sy torna al cinema con un road movie sulla paternità e il ritorno alle proprie origini che mescola con delicatezza i toni del fantastico e del realismo.

Yao (Lionel Basse), tredici anni, vive nel nord del Senegal e vuole incontrare a tutti i costi il suo idolo: Seydou Tall (Omar Sy), un celebre attore francese di origine toucouleur, invitato a Dakar per presentare il suo nuovo libro. Per realizzare il suo sogno Yao organizza la sua fuga a 387 cholometri da casa. Commosso dall’entusiasmo di Yao, Seydou decide di riaccompagnarlo a casa.

Sulle strade polverose del Senegal, Seydou comprende che il percorso verso il villaggio di Yao è anche un percorso verso le sue stesse radici e una possibilità di riflessione sul rapporto con il proprio figlio Nathan e con la ex moglie. Attraverso lo sguardo serio e disincantato di Yao, Seydou si rende conto inoltre di essere straniero “un Bounty”, “nero fuori e bianco dentro”, sollevando così la delicata questione dell’identità e sull’alterità.

Seydou si trova a scoprire un Paese complesso, che si racconta anche attraverso i linguaggi della musica e della danza, espressioni di un’arte contemporanea che mantiene saldi i legami con la tradizione. Non a caso Seydou presenta il suo libro nel nuovo Musée des Civilisations Noires, recentemente inaugurato a Dakar. Sulla strada Seydou infatti incontra Gloria (interpretata dalla cantante Fatoumata Diawara), un’artista consapevole e indipendente, che canta in inglese, reinterpreta Bob Marley e rompe gli schemi del rapporto uomo-donna.

E il viaggio finisce con l’incontro con Germaine Acogny, mitica danzatrice, direttrice dell’esperienza Mudra Afrique fondata da Maurice Béjart e Senghor. Qui Acogny esegue una danza preghiera ai suoi antenati, regalando al film un forte momento simbolico.

Il regista Philippe Godeau, che da bambino e adolescente ha frequentato il Mali, dove il padre lavorava nel pubblico impego, ha voluto con questo film rendere omaggio alla forza dei sogni e della sete di libri dei bambini senegalesi.

A parte qualche ingenuità ed eccessiva semplificazione, il risultato è godibile, fosse solo per l’interpretazione degli attori. Dal 4 aprile nelle sale, distribuito da Cinema Distribuzione.

(Simona Cella)

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