Il Ramadan al tempo del covid-19

di Enrico Casale
COVID Islam
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Si avvicina il Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera celebrato ogni anno dai musulmani. Secondo i calcoli degli astronomi, inizierà domani, martedì 13 aprile (ma in alcuni Paesi inizierà questa notte), e finirà mercoledì 12 maggio. È un mese nel quale i musulmani (in Africa il 45% della popolazione) sono chiamati alla purificazione del corpo e dello spirito, digiunano dall’alba al tramonto. Si tratta di un Ramadan particolare caratterizzato, per il secondo anno consecutivo, dalla pandemia di coronavirus. Nel continente, dove convivono diverse tradizioni islamiche, i musulmani dovranno fare i conti con le misure restrittive imposte dalle autorità dei vari Paesi per limitare il più possibile il diffondersi dell’epidemia. Difficilmente i fedeli potranno  ritrovarsi insieme ogni sera con parenti e amici per mangiare, pregare, passare il tempo fino a tarda notte. Quasi ovunque poi è stata disposta la chiusura delle moschee e dei santuari.

In Marocco, ad esempio, il Consiglio dei ministri ha deciso di estendere lo stato di emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale fino al 10 maggio 2021. La decisione rientra negli sforzi per combattere la diffusione della nuova pandemia di coronavirus. Tra le misure, l’estensione del coprifuoco dalle 20 di sera alle 6 di mattina (ora inizia alle 21).

Il mufti della Tunisia, Othman Battikh, ha dichiarato che il vaccino anti-covid non interrompe il digiuno del mese sacro di Ramadan, invitando i tunisini a continuare ad aderire alla campagna di vaccinazione nazionale e a farsi vaccinare anche durante il mese sacro. Battikh, in una nota sulla pagina Facebook dell’ufficio di al-Iftaa che presiede, ha spiegato che i vaccini non sono “prodotti nutrienti” e che quindi la vaccinazione non è incompatibile con il digiuno. Ha poi aggiunto che vaccinarsi per proteggersi e per proteggere il prossimo è “un dovere religioso e nazionale”.

In Egitto i regolamenti sono notevolmente più clementi rispetto al Ramadan dello scorso anno. I ristoranti, per esempio, possono rimanere aperti e ospitare eventi limitati del Ramadan. Le autorità hanno però detto saranno particolarmente severe con chiunque non indossi le mascherine o aderisca a protocolli di distanziamento sociale, in particolare sui trasporti pubblici. Lo ha detto la scorsa settimana il primo ministro Mostafa Madbouly, a capo del Comitato supremo per la gestione delle crisi del coronavirus che ha anche affermato che qualsiasi moschea che non applichi le norme in materia di salute e sicurezza verrà chiusa e multata. I popolari tornei sportivi del Ramadan, giocati nei club, nei centri giovanili o per le strade fino a tarda notte, sono vietati durante il mese sacro.

In Algeria, le autorità, considerato il calo dei contagi, hanno autorizzato la preghiera prima del tramonto nelle moschee, ma con tempi contingentati e garantendo il distanziamento sociale. Per garantire la salute e la sicurezza degli anziani, le autorità religiose li hanno invitati a recitare le loro preghiere nelle loro case. Lo stesso vale per le donne incinte e per quelle che allattano.Le altre donne possono frequentare le moschee per questa pratica religiosa; a patto di non portare con sé bambini.

Anche il luogo sacro per eccellenza dell’Islam, sacro a tutti i fedeli musulmani, la Grande moschea della Mecca in Arabia Saudita, ha preparato misure restringenti per evitare lo scoppio di focolai tra i fedeli: sarà sanificata dieci volte al giorno con oltre 60mila litri di materiale igienizzante.

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