Il geco egiziano torna a “invadere” Israele

di Tommaso Meo
Tarentola annularis

Non chiede visti e non lo fermano né muri né confini: il geco egiziano (Tarentola annularis) torna a invadere Israele, e stavolta a darne notizia è proprio l’Egitto. Secondo quel che ha dichiarato al portale Cairo24 il presidente del sindacato dei contadini egiziani, Hussein Abdel Rahman Abu Sadam, l’animale, spinto dalle temperature record delle ultime settimane, sarebbe stato avvistato in aree di confine e nel sud di Israele, in particolare nella valle dell’Arava, alla ricerca di climi più ospitali e prede più abbondanti.

Abu Sadam ha spiegato che le ondate di calore stanno spingendo diverse specie selvatiche e rettili a migrare verso nuovi territori più adatti alle loro esigenze vitali, e ha precisato che la rapida capacità riproduttiva del geco desta preoccupazione per l’equilibrio ecologico locale e per le coltivazioni della zona.

Non è una novità, in realtà: il geco, noto localmente come “abu breis”, fu osservato per la prima volta nel kibbutz Ein Gedi nel 2012, per poi diffondersi progressivamente nell’Arava meridionale. La sua fama esplose nel 2022, quando l’Autorità israeliana per la natura e i parchi chiese aiuto ai residenti per localizzarlo e contenerne l’avanzata, invitandoli a fotografare gli esemplari avvistati vicino a fonti di luce artificiale, dove l’animale si apposta per cacciare insetti. Il professor Shai Meiri dell’Università di Tel Aviv lo aveva descritto come un predatore aggressivo e vorace, capace di nutrirsi di uccelli, invertebrati e persino di altri gechi, arrivando secondo alcuni osservatori a soppiantare del tutto le popolazioni locali di gechi autoctoni.

Un rapporto del 2025 sulla biodiversità erpetologica israeliana lo include tra le specie invasive del Paese, in un quadro complessivo che vede oggi circa quattro rettili su dieci a rischio di estinzione sul territorio israeliano.

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