Gli Stati Uniti propongono un embargo sulle armi in tutto il Sudan

di Tommaso Meo

Gli Stati Uniti hanno presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una proposta di risoluzione per estendere l’embargo sulle armi all’intero territorio del Sudan, includendo esplicitamente droni, sistemi senza pilota e tecnologie collegate. L’iniziativa, scrive Sudan Tribune, è sostenuta da Francia, Regno Unito e Danimarca, ma incontra l’opposizione del governo sudanese, della Cina e della Russia.

L’attuale regime di sanzioni, istituito nel 2005 con la risoluzione Onu 1591, limita l’embargo sulle armi al Darfur. Il consigliere della presidenza statunitense per gli Affari africani, arabi e mediorientali, Massad Boulos, ha spiegato che Washington intende inoltre aumentare il numero degli esperti incaricati di controllare l’applicazione delle misure e rafforzare il monitoraggio delle reti esterne che alimentano il conflitto.

Boulos ha ricordato che i droni armati hanno causato oltre 1.120 vittime civili nella prima metà del 2026, pari a circa l’80% dei decessi civili registrati nel periodo. Gli attacchi hanno colpito, tra l’altro, mercati, strutture sanitarie, convogli umanitari e infrastrutture essenziali. Il rappresentante statunitense ha accusato sia l’esercito sia le Forze di supporto rapido (Rsf) di continuare a privilegiare l’escalation militare rispetto a una tregua umanitaria e a un percorso negoziale.

Il governo sudanese ha respinto la proposta, sostenendo che l’estensione dell’embargo finirebbe per equiparare l’esercito nazionale alle Rsf e comprometterebbe la sovranità del Paese. Le autorità chiedono invece di migliorare l’applicazione delle misure già esistenti e di intensificare i controlli sulle reti esterne che forniscono armi e droni.

Anche Cina e Russia hanno espresso la loro opposizione: Pechino ha invitato il Consiglio di sicurezza alla prudenza, sostenendo che le sanzioni debbano favorire il processo di pace e non sostituirsi agli sforzi diplomatici, Mosca ha invece respinto un ampliamento del regime sanzionatorio, criticando anche le misure economiche occidentali contro il Sudan. I due Paesi, in quanto membri permanenti del Consiglio di sicurezza, dispongono del potere di veto sulla proposta.

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