I ghepardi, gli animali terrestri più veloci del pianeta, rischiano di estinguersi

di Matteo Merletto
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Cacciati dai bracconieri e sfrattati dai loro territori, i celebri felini, tra i simboli dell’Africa, potrebbero presto essere solo un ricordo. Solo in Zimbabwe, negli ultimi dieci anni sono stati uccisi l’85 per cento degli esemplari.

Un tempo erano diffusi in gran parte dell’Africa e dell’Asia. In cinque secoli sono stati sterminati e cacciati dal 91 per cento del loro territorio. Oggi i ghepardi rischiano di scomparire. Ne restano 7100 esemplari, concentrati in parchi naturali e in aree protette di sei Paesi africani. Il censimento, realizzato pochi mesi fa, è stato condotto dalla Zoological Society of London e dalla Wildlife Conservation Society. Lapidarie le riflessioni dei ricercatori al termine dello studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences: «Se non si interverrà subito con una seria politica conservativa, il ghepardo si estinguerà nell’arco di pochi decenni».

In Asia è già quasi scomparso, ne restano meno di 50 esemplari in un’area isolata dell’Iran. Nello Zimbabwe la popolazione è passata da 1200 a 170 in soli 16 anni, un crollo dell’85%. Numeri allarmanti che hanno indotto l’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) a cambiare lo stato di rischio della specie: da “vulnerabile” a “in via di estinzione”.

Cuccioli domestici?

Il ghepardo è conosciuto per essere il mammifero più veloce della terra: può raggiungere in una manciata di secondi i 110 Km/h (la velocità di punta di Usain Bolt è di 43,9 km/h). Ma la sua eccezionale destrezza non lo ha messo al riparo dai pericoli causati dall’uomo: anzitutto dalla antropizzazione del territorio, che ha portato strade, villaggi, piantagioni e allevamenti là dove un tempo il ghepardo era libero di muoversi. Non solo, da micidiale predatore questo felino è divenuto una fragile preda, tra le più ambite dai bracconieri. «Gli esemplari adulti vengono cacciati per la loro pelliccia, che viene venduta nel mercato nero a prezzo d’oro – spiegano gli studiosi –, mentre i cuccioli vengono rapiti e rivenduti come “animali domestici da compagnia” alle élite delle monarchie del Golfo Persico, che sono disposte a pagare fino a quindicimila dollari per un piccolo ghepardo».

Si stima che negli ultimi dieci anni circa 1200 cuccioli siano stati portati via dall’Africa: solo due animali su dieci sono sopravvissuti all’allontanamento forzato dal loro habitat, gli altri sono morti durante il viaggio.

(Tesfaie Gebremariam)

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