Guinea-Bissau | Ex primo ministro denuncia «regime golpista» di Embaló

di Pier Maria Mazzola
Aristides Gomes
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«Il Paese ha assistito a un completo sovvertimento dell’ordine costituzionale e alla violazione dei valori più basilari che informano uno Stato di Diritto Democratico».

Che le presidenziali in Guinea-Bissau, tenutesi il dicembre scorso, si siano risolte in maniera a dir poco controversa è il minimo che si possa dire. Umaro Sissoco Embaló (tra i fondatori del partito Madem G15, fuorusciti dallo storico Paigc) si è «autoproclamato», a fine febbraio, capo dello Stato – posizione comunque ufficializzata il 24 aprile dalla comunità regionale dell’Africa occidentale; la Cedeao/Ecowas aveva comunque ingiunto a Sissoco Embaló di nominare un nuovo primo ministro entro il 22 maggio al posto di Nuno Gomes Nabiam, cosa che non è avvenuta. Costui, infatti, è stato nominato dal neopresidente e non ha ricevuto la fiducia del Parlamento, diversamente da come impone la Costituzione (e si comprende: l’assemblea legislativa è controllata dal rivale Paigc).

Tra le vittime politiche di questo imbroglio istituzionale, che ben si presta all’accusa di «golpe di palazzo», c’è il primo ministro estromesso, Aristides Gomes [nella foto], leader del Prid, altra formazione politica scaturita da dissidenti del Paigc. Aristides Gomes – che dal momento della sua esautorazione è rifugiato nella sede delle Nazioni Unite di Bissau – non ci sta ad accettare il fatto compiuto, tanto più che il Procuratore generale della repubblica Fernando Gomes ne ha richiesto – per tre volte – l’estradizione, dichiarandolo sospettato di «reati di corruzione» commessi durante il suo mandato di capo del governo. Martedì scorso, il suo pool di avvocati ha denunciato, attraverso il loro portavoce José Braima Dafé, la vera e propria «persecuzione» di cui è bersaglio il loro assistito: «il regime golpista», che sta promuovendo «un’intensa campagna di diffamazione e intimidazione» ai suoi danni, né il procuratore generale hanno saputo «offrire un unico dettaglio sulla natura dei reati» in questione, e neppure – ha sottolineato Braima Dafé nella conferenza stampa di presentazione del documento – «nessuno sa chi sia il magistrato titolare del processo contro Aristides Gomes».

L’Appello alla comunità internazionale per la risoluzione della crisi bissau-guineana – il cui incipit si legge in testa a questa pagina – rivela anche tutti i passi legali che sono stati fatti per venire a conoscenza delle accuse, «conclusisi con l’inesistenza di qualsiasi processo che coinvolga il primo ministro Aristides Gomes». Vengono inoltre citati casi di «persecuzione» che hanno colpito altre personalità politiche, come la ministra della Giustizia Ruth Monteiro, impedita nella sua libertà di circolazione, e il deputato Marciano Indi, «violentemente percosso da uomini in divisa agli ordini del ministro dell’Interno Botché Candé». E altri ancora.

L’Appello del collettivo di avvocati [scaricabile qui sotto, in versione portoghese] è stato consegnato venerdì scorso all’ambasciatore degli Stati Uniti a Bissau.

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