I ribelli tigrini prendono il controllo degli aeroporti del Tigray: in Etiopia è iniziata una nuova guerra?

di Tommaso Meo
Un aereo Ethiopian

Le forze ribelli del Tigray hanno preso il controllo dell’aeroporto della capitale regionale Makallè e degli scali di Axum e Shire, secondo quanto hanno fatto sapere alle agenzie internazionali fonti della sicurezza locali. A causa dell’accaduto Ethiopian Airlines ha sospeso temporaneamente i voli verso le tre località.

Il consigliere del primo ministro etiope Abiy Ahmed ed ex funzionario delle forze tigrine, Getachew Reda, ha scritto su X che il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (Tplf) si è assicurato il controllo degli aeroporti prima sorvegliati dal governo federale nel Tigray e lanciato un’«offensiva a tutto campo» contro le posizioni governative nelle vicine regioni di Afar e Amhara.

Le tensioni nel Tigray sono aumentate dopo l’annuncio, domenica, della formazione di una coalizione tra sette gruppi di opposizione e fazioni armate etiopi, che ha dichiarato come obiettivo la rimozione del governo guidato dal Partito della prosperità e la creazione di un esecutivo transitorio inclusivo.

Tra di loro c’è anche il Tplf, che controlla la regione, e ha combattuto una devastante guerra civile contro il governo federale nel periodo 2020-2022. Secondo le stime dell’Unione Africana il conflitto ha causato circa 600.000 vittime e cinque milioni di sfollati. L’Accordo di pace firmato a Pretoria, che ha messo fine alla guerra, ha contribuito a mantenere una calma precaria fino alla fine del 2025, quando gli scontri sono ripresi.

Le Nazioni Unite si sono dette si è detta «profondamente preoccupata» per il deterioramento della situazione in Etiopia. Il portavoce del segretario generale, Stéphane Dujarric, ha invitato tutte le parti ad astenersi da azioni o dichiarazioni che possano provocare un’ulteriore escalation.

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